WINE ARCHITECTURE #5: CANTINA ROCCA DI FRASSINELLO – Gavorrano (GR)

Sono stata invitata da Toscana Wine Architecture in collaborazione con il FAF (Fondazione Architetti Firenze) e l’Ordine degli Architetti PPC di Firenze a partecipare all’evento “Architetto in cantina”, dopo aver visitato la prima cantina (vedi articolo WineArchitecture#) ci avviamo verso Rocca di Frassinello e sono molto curiosa di vedere come Renzo Piano abbia interpretato questi luoghi in una Cantina, la sua prima e unica cantina vinicola.


L'idea di Progetto @RPBW

Arriviamo alla Rocca e la strada bianca ci porta sulla collina della cantina e lasciamo la macchina in un parcheggio dove la copertura assume l’aspetto di un grigliato con sopra i pannelli fotovoltaici, quindi un parcheggio con doppia funzionalità. Mi piace che anche uno spazio poco importante rispetto alla cantina sia stato studiato.


Parcheggio

Pannelli fotovoltaici

Niente è dovuto al caso!

Arriviamo qualche minuto prima dell’inizio dell’evento, Giulia dorme e la mettiamo dentro il passeggino, usciamo dal parcheggio che ha un leggero dislivello rispetto alla Cantina e si apre dinanzi a noi un’opera architettonica completamente in controluce, s’intravedono delle leggere lame orizzontali che ne fanno da protagoniste, lame sfalsate tra loro e di grandezze diverse… le trovo subito affascinanti ma le riesco a “vedere” nella loro interezza solo dopo aver visitato l’intera cantina.


Cantina in controluce - vista dal parcheggio


Le lame/griglie

Spesso si intuisce un’opera d’arte dopo averla visitata e quando si è soli.

La cantina è in cemento armato intonacato di rosso autunno e così sono le pavimentazioni dell’intera cantina, un solo colore, lo stesso colore che assumono le viti in questo periodo.

La visita inizia con un video di Renzo Piano il quale afferma che la cantina assume l’aspetto di un altipiano e confermo esattamente le sue parole, ma sento che c’è qualcosa di più…

Nel frattempo mi guardo intorno e anche qui la cantina è stata studiata affinchè il vino goda del processo di vinificazione a caduta proprio per non stressare il vino. Un’idea e un’azione antica e sempre efficace.


La terrazza

Il piano superiore è una grandissima terrazza carrabile, l’altopiano permette di godere del paesaggio dell’intera collina, al centro vi è una sala congressi completamente trasparente, un cubo in vetro che possa far percepire l’intero paesaggio e la sua continuità, senza interruzioni.

Una terrazza/altopiano che sia un unicum ma al contempo che sia un ambiente separato.


Cubo di vetro dall'interno @RPBW

All’interno del cubo vi è anche qui la percezione di un’unica sala ma con la presenza di enormi pannelli verdi movibili utilizzate a mò di pareti divisorie hanno la capacità di separare l’ambiente in tre spazi distinti e autonomi. Questo corpo centrale accoglie una grandissima torre che svetta verso l’alto che alloggia al suo interno delle scale per poter portare le persone al punto più alto dell’intero edificio e godere del paesaggio in solitudine. Noto che al di sopra della torre vi sono degli specchi e grazie al Direttore dei Lavori (DL: L.Ferri.) una giovanissima donna ci spiega come sono stati ideati per portare la luce in una determinata ora nell’ interrato e solo successivamente si vedrà la magia della luce. Quindi una Torre porta Luce oltre che a sembrare un Faro nella tenuta.


La torre dall'alto @RPBW

E’ un grandissimo spazio e il volume trasparente rende tutto molto più leggero.

Alzo gli occhi e noto che le lame sopra citate si sono trasformate in griglie che ora fungono da copertura, una copertura separata dal cubo, scelta fatta per una “copertura ventilata” (Nel tetto freddo quindilo strato di ventilazione migliora notevolmente l’isolamento termico della copertura; grazie alla ventilazione il vapore acqueo prodotto nell’abitazione viene espulso al di fuori del tetto, prevenendo in questo modo fenomeni di condensa.). Esco dalla Sala Trasparente (mi piace chiamarla così) ed è circondata da sottili e slanciati pilastri in metallo che sorreggono la griglia/pergolato, tutti sono avvolti dalle viti e anche le lame, le coperture e le griglie sono state inglobate da questa pianta.


Vigneto

La vite prende il sopravvento

La griglia si trasforma in pergolato

Ora la vedo… ed è in quest’istante che capisco e vedo la cantina…. Non è altro che l’interpretazione architettonica del vigneto.

Le griglie sfalsate ricoperte dalle viti sono i dislivelli del terreno e con la loro ombra riparano l’intera cantina dal Sole cocente dell’estate.

Il colore delle foglie delle viti cambiano con le stagioni e con esse l’aspetto della Cantina muta come il “continuo fluire” del tempo e del paesaggio, lo sguardo si perde in esso, e vedo nel tema del “continuo fluire”, un quadro di Leonardo Da Vinci. La staticità del soggetto in primo piano, in questo caso l’opera architettonica e il paesaggio, le viti, che continuano imperterrite il loro percorso di vita durante l’anno.


Il continuo fluire

Si scende al piano terra ed entriamo nel Museo della cantina, qui sono stati trovato dei reperti archeologici etruschi e l’Arch. Italo Rota Ne ha ricavato un museo.. fantastico come quest’edificio non solo raccolga l’aspetto architettonico e vinicolo ma anche archeologico.


Museo etrusco

La visita continua nel piano interrato dove si apre davanti a noi un teatro nascosto a base quadrata, le barriques sono disposte sulle gradonate interamente in cemento armato a vista per simboleggiare la semplicità di quest’ambiente e al centro vi è una piazza illuminata dalla luce naturale, una luce proveniente dagli specchi della “torre porta luce”.


La luce che filtra dall'alto @RPBW

La luce fa da protagonista in un ambiente tanto scuro, ma è rispettosa delle barriques (le vere opere d’arte della cantina – circa 2500 botti) non toccandole.


Le botti @RPBW

Particolare di una botte

Tutto è collegato, ogni ambiente della cantina è connesso. La piazze quadrata viene reinterpretata anche come palco di opere musicali e immagino quale meraviglia possa nascere dal connubio del vino/architettura e musica.


Concerti nella piazza quadrata @RPBW

Meraviglioso!

Usciamo dalla cantina e la Maremma ci abbraccia nella sua piena naturalezza, guardo la cantina nella sua interezza e noto come nella sua semplicità raccolga interamente la funzionalità e bellezza (tema importantissimo per Renzo Piano).


I filari delle viti vanno verso la Cantina @RPBW

La giornata volge al desio, la visita è terminata e le semplici linee della cantina rendono tutto molto elegante e sono ben visibili dalla luce del Sole che accarezza queste linee.

Giulia inizia a piangere, io e il padre iniziamo a cullarla insieme e come per magia ci ritroviamo affianco alla Cantina in mezzo ad un piccolo boschetto di cipressi, sembra di trovarmi in una piccola riproduzione della versione del boschetto dei cipressi a San Quirico d’Orcia famosi in tutto il mondo. La piccola inizia a calmarsi, alzo gli occhi e vedo quest’opera sempre in controluce ed è un fine giornata perfetto: ho la mia famiglia in un unico abbraccio, in un territorio che amo e l’architettura che mi accompagna in ogni luogo.


Cipressi a San Quirico d'Orcia @sienafree

Giulia dorme profondamente, ha avuto una giornata molto attiva per una bimba così piccola e ci dirigiamo verso la nostra casetta sul Monte Amiata dove ci aspetta un gran freddo.



Nota tecnica per i più appassionati:


Accostando volumi minimali e dettagli "tecnologici", l'azienda vinicola si inserisce nel paesaggio collinare con il grande basamento dove sono ricavati i laboratori. Quest'ultimo definisce il piano orizzontale della "piazza" panoramica sulla quale si elevano la "torre" e il padiglione vetrato coperto dal tetto sospeso di pergole metalliche destinato nel tempo a coprisi di viti. Nascosto alla vista vi è lo spazio ipogeo e teatralizzato della cantina, con le botti disposte ad anfiteatro e l'illuminazione zenitale centrale.


Pianta terrazza @RPBW

La storia di Rocca di Frassinello Rocca di Frassinello, inaugurata nel 2007, è nata da un’idea semplice e al contempo ambiziosa, ovvero replicare il modello di eccellenza di Castellare di Castellina nel Chianti Classico in un nuovo territorio: Gavorrano e la Maremma, fra Bolgheri e Scansano. In questi luoghi arriva un piede geologico con le stesse caratteristiche dei terreni del Chianti Classico e di Montalcino, ma con una differenza sostanziale: 4, 5 ma anche 6 gradi di temperatura media più alta durante tutto l’anno e un’escursione termica fortissima fra giorno e notte.


Pianta Interrato @RPBW

A Gavorrano è nato il primo, e a oggi unico, progetto di joint venture italo-francese per la produzione di vino: Castellare insieme a Domaines Barons de Rothschild (Lafite), la più famosa firma di vini di Francia. L’accordo ha unito l’esperienza di Castellare nella coltivazione e vinificazione del vitigno principale toscano, il Sangioveto, e quella di Chateau Lafite sui vitigni francesi: Cabernet Sauvignon, Merlot e Shiraz.

E’ stato scelto uno dei più grandi architetti al mondo: Renzo Piano. E per l’architetto ligure è stata una prima volta: Piano infatti non si era mai cimentato nella progettazione di un edificio per produrre, elevare e far gustare il vino.


Sezione @RPBW

Esploso assonometrico @RPBW

“La vigna è una coltivazione di grandissima sapienza. Con i suoi filari disegna il terreno, delinea il paesaggio, meglio di ogni altra pianta. Ho sempre bisogno di capire l’ambiente prima di realizzare un progetto e di guardarlo dall’alto, come gli uccelli” (Renzo Piano) Il risultato è un edificio dalle forme eleganti, armoniose ed essenziali, con un elemento innovativo quanto suggestivo: la barriccaia al centro dell’azienda.

Le porte si aprono su un grande salone quadrato – 40 metri per 40 – senza alcuna colonna di sostegno: un anfiteatro del vino con 2.500 barriques, un tributo di ispirazione classico al nettare degli dei. O una chiesa, come Piano l’ha presentata: “Come entrare in una chiesa. Al centro un raggio di luce, ma nella penombra 2500 barriques” (Renzo Piano) Piano ha così rivoluzionato la concezione tipica degli spazi di cantina ponendo al centro la barriccaia, sottoterra, per mantenere naturalmente stabili umidità e temperatura. Intorno, tutte le e altre funzioni del ciclo produttivo: su due lati sono distribuiti i tini in acciaio, sopra ciascuno dei quali, attraverso un chiusino accessibile dal tetto sovrastante (il sagrato, lo chiama Piano), nel periodo di vendemmia l’uva scende per caduta.


Schizzo Progetto @RPBW

Dalla sala si ha poi accesso alla terrazza, o per usare le parole del suo padre architettonico, al sagrato di Rocca di Frassinello: si tratta di una piazza a cielo aperto di oltre 5.000 mq. In mezzo alla piazza, un elemento verticale: è la torre cattura-luce, un parallelepipedo che consente di controllare la temperatura, l’umidità e altre intemperanze meteorologiche e, come un faro, indica da lontano la presenza della cantina. «Su questo poggio abbiamo realizzato un’immensa terrazza immaginandola come la piazza di un paese: si cammina, si parla e tutto intorno questo scenario di sinuose colline. Sulla terrazza arrivano le uve che poi vengono fatte cadere nella cantina, edificata verso il basso. La magia viene dalla barriquerie, nel ventre della terra, in penombra, con 2.500 botti che come grandi occhi ti osservano». (Renzo Piano).


L'intero investimento, comprensivo di terreno, impianto delle vigne e costruzione è costato 20 milioni di euro.


progetto: 2001 - costruzione: 2007

Gavorrano (GR) - Poggio la Guardia

Committente: La Rocca di Frassinello SpA

Renzo Piano Building Workshop

Design Team: L. Couton (associate in charge), B. Plattner (senior partner) con L. Dal Cerro, G. Ducci e G. Pasquini, P. Hendrier, K. Demirkan, Y. Kyrkos, C. Colsonon, O. Aubert (modelli) ,

Consulenti: Favero & Milan (strutture e analisi dei costi) Enoconsult, Manens Intertecnica (servizi), Alvisi Kirimoto & Partners (consulenza architettonica e sopralluogo) G. Crespi (paesaggio), A. Poli, M. Alessi con L.Ferri (direzione dei lavori)


ALCUNI VIDEO DELLA ROCCA DI FRASSINELLO E RENZO PIANO




Testi per “Nota tecnica per i più appassionati” presi da: www.architetturaintocana.it, www.tuscanypeople.com,

Immagini: @RPBW

Foto: Scattate da me, @RPBW, nssmagazine

  • Grey Facebook Icon
  • Grey Instagram Icon
About Me
Architetto, forse da sempre…
Nata a Roma
Dopo aver studiato alla “Sapienza” seguo diversi corsi per tenermi sempre aggiornata…

Read More

 

© 2018 By Architetto On The Road

Iscriviti alla nostra Newsletter
  • White Facebook Icon