WINE ARCHITECTURE #4: CANTINA LE MORTELLE – CASTIGLIONE DELLA PESCAIA (GR)

Aggiornato il: 21 nov 2018

Apro l’email e ne noto una in particolare con oggetto “Comunicato stampa: Architetto in Cantina”, penso immediatamente a Toscana Wine Architecture e ricevo una piacevole sorpresa.

Sono stata invitata da Toscana Wine Architecture in collaborazione con il FAF (Fondazione Architetti Firenze) e l’Ordine degli Architetti PPC di Firenze a partecipare all’evento “Architetto in cantina”, un evento che esalta le cantine vinicole e come esse si possano fondere in un perfetto connubio con l’Architettura e come essa possa plasmarsi in base alle esigenze del vino.

L’evento si svolge in una sola giornata suddiviso in due incontri tra la mattina e il pomeriggio e in contemporanea tra tutte le cantine, quindi ho la possibilità di sceglierne solo due.

Accetto immediatamente l’invito e scelgo come prima cantina Le Mortelle, sono molto curiosa di vedere come architetti del territorio come Hydea Spa abbiano interpretato questo spazio.

Il Venerdì sera prepariamo le valige e il mega borsone per Giulia, la mattina del gran giorno di buon ora partiamo da Roma e arriviamo puntuali all’appuntamento per la prima visita alla cantina Le Mortelle.


Cantina Le Mortelle

Vengo accolta come architetto ma anche come blogger, le organizzatrici tutte rigorosamente donne e questo mi piace tantissimo, sono gentilissime e ben preparate, sono ben felici di avermi come invitato e un po' mi lusinga, ci offrono gentilmente un caffè e il tutto in un’ambiente molto confortevole, tutto è molto curato e ben distinto, la cantina si affaccia su una vallata, lo sguardo si perde nell’orizzonte e il cuore si colma di pace.

In quest’atmosfera incantata iniziamo la visita con il direttore della Cantina Fabio Ratto e gli architetti dello studio Hydea Spa che si sono occupati della progettazione ed dell’esecuzione della cantina.

La Cantina nasce con l’idea di riprodurre la collina preesistente, l’ingresso principale è situato al piano più alto, la sua funzionalità nasce dall’idea che il vino deve avere il suo percorso naturale a caduta come in antichità, quindi tutto parte da questo concetto molto importante per la committenza.


Pianta piano secondo - Ingresso

Entro e la sensazione che mi viene trasmessa è pace non solo dovuto dalla grandezza dell’ambiente, uno spazio ben definito e grande, ma anche dall’uso dei materiali naturali come il legno. La copertura a cupola con travi in legno danno un profondo senso di pace. L’ambiente è ben illuminato su quattro lati principali e segnati da due percorsi tanto da ricordare le strade romane come il Cardo (strada che divideva una città o un accampamento da Nord a Sud) e il Decumano (strada che divideva una città o un accampamento da Est a Ovest), quindi una città, la città del vino.

L’ingresso ha come protagonista una bellissima scala elicoidale in legno e acciaio che come un vortice,


Scala elicoidale in legno e acciaio - Il vortice


il vortice del vino ti trascina verso le varie fasi del suo ciclo produttivo, dalla raccolta dell’uva alla fermentazione (piano intermediario),


Piano intermedio (fermentazione) visibile dal secondo piano

dallo stoccaggio fino all’invecchiamento in barriques nel piano più basso.


Piano Interrato

Ogni piano ha una sua destinazione d’uso e li percorriamo come fossero i gironi danteschi tra il paradiso, il purgatorio e l’inferno; cerchiamo di arrivare in paradiso con la sola differenza che dobbiamo capire quale sia il vero paradiso…


Scala Elicoidale in legno e acciaio

Il vero Paradiso è il piano dove si perde lo sguardo delle colline toscane o il piano interrato dove sono le barriques?

A voi la scelta.

Scendo nella zona dell’interrato e la temperatura cambia notevolmente, una temperatura costante per tutto l’anno (importantissimo per il vino) data dalla presenza di rocce naturali che fungono da intercapedine, la roccia è stata ritrovata durante gli scavi e non fu solo una vera scoperta, ma anche una fantastica sorpresa trovarli in tale stato conservativo e di una tale bellezza.


Intercapedine in roccia


Mi avvicino alle botti, l’odore del vino è forte e piacevole, Giulia è in braccio al padre. Noto che non le da fastidio questo odore strano per lei, è interessata da tutto ciò che la circonda e tante novità la rendono particolarmente silenziosa, tutti si avvicinano per dirmi quanto è brava mia figlia, sono orgogliosa di lei perché è proprio una Bimba On The Road, mi rendo conto che le chiedo sempre più di quello che può dare una bimba della sua età, è fantastica!!!!

Mentre faccio queste osservazioni e l’amore per mia figlia è sempre più forte, lo è anche per l’architettura e mi avvicino alle rocce, devo toccarle, devo capire se sono porose, umide, lisce… devo capire… le tocco e sono meravigliosamente asciutte, lisce e fredde!!!


Studio dell'illuminazione - esaltazione della roccia e delle botti in contrasto

Guardo gli architetti spiegare il loro progetto e nel contempo il direttore della cantina spiega come quest’opera architettonica renda più facile l’intero procedimento della realizzazione del vino e vedo come queste due arti, l’arte del vino e l’architettura si siano plasmate all’esigenza dell’altra. Qui si vede il vero ingegno di diversi professionisti così lontani tra loro creare un’opera così perfetta che non può solo ridursi ad opera architettonica o opera vinicola … è molto di più…


Mi sento molto a mio agio in un ambiente avvolgente e corposo come il vino.

L’illuminazione è un altro elemento fondamentale per quest’opera tanto da risaltare le rocce e le botti che sono delle vere opere d’arte.

All’interno di questa sala circolare immensa dell’interrato è stato ricavato per incanto una sala assaggio, un angolo vetrato che rende l’ambiente separato ma al contempo unico con ciò che lo circonda.

Le botti sono disposte a raggiera seguendo la posizione dei pilastri come se volessero essere non solo protagoniste della sala ma anche spettatrici delle scale elicoidali, elemento verticale che collega l’intero edificio, che sono forse l’elemento architettonico più bello dell’intera cantina.


Pilastri e botti disposti a raggiera

Il percorso continua al di fuori della cantina e di fronte a noi vi sono ettari ed ettari di viti, mi giro e la cantina ne fa da protagonista, non è più una collina ma è un tempio Azteco… il tempio del vino!


Il Tempio Azteco... o la collina?


Torniamo al piano terra e ci viene offerto un aperitivo con i sapori toscani e un assaggio di vino bianco e rosso.. vero nettare degli Dei!


Aperitivo con i sapori toscani e il nettare degli Dei


Il Sole è alto e vorrei tanto rimanere per godere di questo spazio e questa ospitalità unica, ma dobbiamo avviarci verso la prossima cantina …


Architetto Andrei Perekhodtsev dello studio Hydea Spa


Le Mortelle TORNEREMO!


Scala Elicoidale vista dal piano interrato


Nota tecnica per i più appassionati:


Il progetto della nuova Cantina Le Mortelle si è prefisso l’intento di ricreare un ambiente naturale che potesse colloquiare con il contesto circostante; per tale motivo gran parte della cantina è stata interrata e sono stati lasciati affacci capaci di illuminarne gli spazi interni, creando così una struttura caratteristica del posto nella forma e tipologia architettonica.

La nuova cantina si presenta con una struttura a pianta centrale con strutture poste radialmente.


Pianta piano secondo @Hydea Spa

Pianta piano primo (intermedio) @Hydea Spa

Pianta piano terra @Hydea Spa

L’impianto vinicolo segue per dimensione produttiva e per necessità specifica di prodotto la sequenza verticale su tre livelli.


Piano intermedio - griglie per pulizia...

Questa verticalità operativa risulta estremamente funzionale per i trasferimenti del vino dai tini alle botti e soddisfa la necessità di dotare l’impianto di ambienti naturalmente climatizzati secondo le esigenze delle fasi della lavorazione.


Piano intermedio - la passerella del piano superiore alloggia i contenitori del vino nel piano intermedio (struttura molto importante)

L’idea progettuale di base è stata quella di interrare buona parte della nuova cantina richiamando le strutture ipogee delle vicine necropoli etrusche demolendo le volumetrie preesistenti, capannoni di scarso valore architettonico, con la sola esclusione della casa colonica. Il progetto nasce in simbiosi con la famiglia Antinori che desiderava un edificio che superasse il modello architettonico tipico dei padiglioni industriali. Per la “Fabbrica del vino” è stato elaborato uno spazio di forma circolare, in gran parte interrata, per coniugare l’architettura con il ciclo produttivo della vinificazione.


Particolare della facciata esterna (brise soleilin mattoni) dalla sala convegni al piano secondo

Ecco che le esigenze funzionali, i flussi e le movimentazione dei prodotti durante le fasi della lavorazione si traducono in forme e spazi pensati. Gli accessi e le aperture necessarie all’ aerazione ed illuminazione naturale sono state ricavate apportando dei tagli laterali localizzati lungo le direttrici degli assi cardinali. Ne è scaturita una forma cilindrica a pianta centrale con pilastrature poste radialmente, con copertura a cupola ribassata che copre tre piani contenenti tutte la varie fasi del ciclo produttivo del vino, dalla raccolta dell’uva alla fermentazione, dallo stoccaggio fino all’invecchiamento in barriques nel piano più basso. Un volume di 31.000 mc. ed una superficie utile di 4.700 mq.


Foto in fase di cantiere @Hydea Spa

Foto in fase di cantiere @Hydea Spa

Foto in fase di cantiere @Hydea Spa

Foto in fase di cantiere @Hydea Spa


Foto in fase di cantiere @Hydea Spa

Foto in fase di cantiere @Hydea Spa


Il fulcro della cantina, connessione verticale di tutte le funzioni, è costituito da una scala in acciaio e legno di forma elicoidale che si snoda nel pozzo centrale di luce e mette in comunicazione funzionale e visiva tutti i piani dell’edificio.


Cupola centrale di copertura in corrispondenza con le scale elicoidali

Il ciclo produttivo enologico segue la linea di caduta naturale dall’alto verso il basso con l’arrivo delle uve nella parte superiore, fino alla partenza del prodotto finito nella parte inferiore. La luce, un fattore determinante nell’architettura della cantina, viene sapientemente dosata attraverso dei tagli laterali e impreziosita dalla lanterna al centro della cupola. Al cilindro di base si aggregano spazi accessori, interni ed esterni, necessari al ciclo produttivo della cantina: uffici, servizi, collegamenti verticali, spazi di accoglienza di clienti e visitatori, oltre a vani tecnici, magazzini ed al piazzale di arrivo e partenza dei prodotti. Vengono così sovrapposti, in sequenza discendente, gli spazi per l’ammostatura, le tinaie per la fermentazione, le cantine di lavorazione e, nel sottosuolo, gli spazi per la conservazione e l'invecchiamento in barrique e in vetro, direttamente collegati al piazzale spedizioni.


Piano interrato guardando la scala elicoidale

Esternamente la copertura è fornita di un pacchetto per verde pensile, piantumato con essenze arbustive tipiche dell’ambiente mediterraneo che consentono un efficace inserimento ambientale e paesaggistico dell’edificio. Tale sistemazione a verde oltre ad implementare l’isolamento termico avrà la funzione di creare una temperatura interna costante fondamentale per il buon svolgimento del ciclo produttivo. Particolare attenzione è stata data all’inserimento ambientale e paesaggistico della cantina, sia dell’edificio che delle aree che lo circondano. Il viale di accesso, realizzato con massicciata di pietra locale, è orlato da un doppio filare di pini domestici e si congiunge delicatamente all’esistente strada ” bianca” tipica del paesaggio rurale maremmano. Allo stesso modo, le aree e i viali interni sono contornati da lecci, sughere, corbezzoli e mortella tutte essenze autoctone che facilitano l’inserimento del costruito nell’ambiente naturale.

L’area rurale non è servita da pubblica fognatura è stato pertanto deciso di articolare l’impianto di depurazione su sistemi di trattamenti primari seguiti dalla fitodepurzione.


Spaccato assonometrico @Hydea Spa

Spaccato assonometrico @Hydea Spa

DATI TECNICI

Periodo di esecuzione

2005 – 2010

Cliente

Azienda Agricola Le Mortelle

Gruppo Marchesi Antinori S.r.l., Firenze

Superficie

4.400 mq

Più che citare dati tecnici ci fa piacere ricordare chi ha seguito e partecipato al progetto:

Ing. Paolo Giustiniani il Direttore dei Lavori - Hydea Srl

Arch. Adinolfo Lucchesi Palli - Hydea Srl

Arch. Giorgio Salimbene Assistente al Direttore dei Lavori - Hydea Srl

Arch. Serena Sangaletti - Hydea Srl

Ing. Massimo Toni Direttore dei Lavori strutture - A&I Srl

Ing. Enzo Floridi Assistente al Direttore dei Lavori - Hydea Srl

Ing. Paolo Bonacorsi Direttore dei Lavori impianti elettrici - M&E Srl

Ing. Stefano Mignani Direttore dei Lavori impianti meccanici - M&E Srl

Il General Contractor per la realizzazione dell'opera è stata la società Inso Spa di Firenze di cui ci fa piacere ricordare alcuni dei tecnici che hanno realizzato l'opera e con cui ci siamo spesso confrontati:

Ing. Dario Vulcano Project Manager

Geom. Gabriele Maestrini Direttore tecnico di cantiere

Ing. Giacomo Bertinelli

Sig. Silvano Risaliti Responsabile generale impiantistica

P.I. Federico Bandini Project Engineer

Geom. Paolo Bonciani Responsabile di cantiere del coordinamento impiantistico e motore dei lavori impiantistici

L'impiantistica inerente al processo enologico realizzata dalla ditta Emex Engineering - Follonica (GR).



Sala convegni

Sala convegni - la vetrata non è unica ma modulare

UN RINGRAZIAMENTO PER L'INVITO RICEVUTO DA "TOSCANA WINE ARCHITECTURE" PER L'EVENTO "ARCHITETTO IN CANTINA"

E

UN RINGRAZIAMENTO ALL'ARCH. SERENA SANGHELETTI DELLO STUDIO HYDEA SPA PER AVERMI DATO IL MATERIALE NECESSARIO PER UN ARTICOLO PIU' COMPLETO E LO STUDIO HYDEA SPA PER AVER PUBBLICATO IL MIO ARTICOLO SUL LORO SITO.


Testi per “Nota tecnica per i più appassionati” presi da: www.hydea.it, www.ec2.it , http://www.acpb.net

Immagini: @ HydeaSpa

Foto: Scattate da me, @ HydeaSpa


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About Me
Architetto, forse da sempre…
Nata a Roma
Dopo aver studiato alla “Sapienza” seguo diversi corsi per tenermi sempre aggiornata…

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