Un po' di Roma a Mantova - Area Archeologica

Ritorniamo dal lungo viaggio tedesco (vedi articolo), facciamo tappa a Mantova dove Giulia esplode in un pianto ininterrotto per diverse ore e tutti i programmi per visitare la città vanno in fumo… un viaggio così pesante (anche per noi) è stato notevole per una bimba così piccola… riusciamo a mangiare una pizza orribile in 15 minuti (separati ovviamente perché dovevamo tranquillizzare nostra figlia) e finalmente Giulia si addormenta, ma siamo stremati anche noi… guardo Andrea e gli Dico “Eh NO!!! Ora voglio bere un bicchiere di vino in santa pace”, così ci fermiamo in un localino delizioso sotto i portici e beviamo in tranquillità, ma la stanchezza è tanta e corriamo anche noi a dormire…


Un buon vino e passa tutto

Ci guardiamo e ci diciamo “come cambia la vita!”


La mattina seguente ce la prendiamo con molta calma e Giulia è più tranquilla, fuori dall’hotel c’è un’area archeologica che apre alle 10.00 del mattino, facciamo colazione con tranquillità e attendiamo che apre questa piccola area…

La struttura che voglio visitare (molto piccola) è una copertura che ha la funzione di proteggere la pavimentazione che hanno scoperto, una struttura appoggiata sui ciottoli degradanti della piazza, una struttura che segue le curve di livello del terreno.


Area Archeologica - stessa pietra dell'intera piazza - rampa per l'accessibilità

La scelta della semplicità architettonica della struttura è segno di forte rispetto per la città e per i palazzi storici che la circondano.

La costruzione può essere intravista in ogni suo punto ma al contempo è sobria e si mimetizza con la piazza che l’accoglie anche grazie alla scelta del materiale, marmo di Lessinia, (caratteristico della piazza).


Facciata principale

La guardo bene e solo una volta che entro mi accorgo che mi trovo all’interno di una Domus con tanto di cortile esterno, la struttura non è altro che una casa, un’abitazione che protegge la pavimentazione scoperta dagli archeologi, con la differenza che vi è stata una sensibilizzazione alla possibilità dell’accessibilità.. tutti possono visitare la Domus e la pavimentazione.


Le scale tanto amate da Giulia - Pilastri bianchi come le colonne antiche

La nuova costruzione, simbolo di tanta polemica nella città (come accade in tante metropoli di tutto il mondo), è un monumento che accoglie la scoperta, essa stessa diventa parte integrante della scoperta archeologica ed è importante per la città.


Vetrata che accoglie la pavimentazione romana

La Domus di 18 metri per 20 metri (quasi un quadrato perfetto) è composta da dei gradini e una rampa/passeggiata che rompe la barriera architettonica creata con il dislivello del terreno per poter dare la possibilità a tutti (anche a noi con Giulia) di ammirare il patrimonio storico della città.


Una grande sensibilità in una piccola struttura (di dimensioni)…

Apprezzo e ammiro moltissimo questi gesti da parte dei miei colleghi nella riuscita dell’accessibilità di strutture pubbliche da parte di tutti; dovrebbe essere scontato ma non lo è.


La Domus è un’isola semplice e significativa con un gusto molto sobrio e con grande rispetto se stessa…


pavimentazione della domus

Giulia gioca intorno alla Domus, nessuno le impedisce di camminare e la rampa le rende la vita più facile anche se lei ama i gradini, entra dentro la Domus e si attacca letteralmente alla grande vetrata per guardare la pavimentazione, sporca tutto il vetro e con i suoi urletti guarda dentro e poi guarda me e il padre ci indica la pavimentazione colorata e allegra, in perfetto contrasto con la Domus. Alzo gli occhi e vedo che non tocca il soffitto in legno (noto riferimento al soffitto delle domus romanae) la pavimentazione deve “respirare” per evitare che si possano creare problematiche significative alla pavimentazione dovuta alle temperature interne.


Vetrata della domus, si nota la copertura in legno

Una bellissima interpretazione architettonica-archeologica dell’area.


Nota tecnica per i più appassionati:


Progettata dall’architetto Luisa Ferro.


Progetto vista dall'alto @luisaferro

Un’isola di 18 metri per 20 appoggiata sui ciottoli degradanti e delimitata da muri in marmo di Lessinia «scelto perché è quello - spiega Ferro - caratteristico di questa piazza».


Progetto vista dall'alto @luisaferro

Uno scivolo sul lato lungo e due brevi scalinate che si affacciano su questura e via Tazzoli consentono di accedere a uno spazio aperto, pavimentato a piastrelle dai toni rosa alternate a grigi lastroni, che vuole evocare la corte dell'antica domus. Da qui si passa al modulo successivo e a segnare il confine tra la domus suggerita e i resti di quella scoperta nel 2006 spiccano tre colonne bianche. Il cuore coperto è la vera parte archeologica della passeggiata con i pavimenti arricchiti da mosaici, recuperati a un metro e mezzo di profondità, visibili attraverso una lunga vetrata che si ferma prima di toccare il soffitto, per consentire al pavimento di respirare. Gli scavi hanno riportato alla luce tre pavimentazioni: una a tessere bianche con treccia multicolore e cornice nera; una seconda in cocciopesto candido; un mosaico colorato con le figure di Marte con elmo e corazza accanto a Venere parzialmente coperta da un manto azzurro fra animali acquatici e vegetali.


Progetto vista degli interni @luisaferro

Qui un alternarsi di ghiaia rosa e grigia punta a suggerire le parti mancanti della decorazione così come la presenza di muri che un tempo delimitavano le stanze. «Il soffitto è in legno - spiega ancora la progettista - è una struttura che si regge da sola e questo ci ha consentito di ridurre l’altezza di 10-15 centimetri. Si tratta di una soluzione mai utilizzata prima».


Schema di una Domus romana


Ubicazione: Piazza Sordello - Mantova



Testi per “Nota tecnica per i più appassionati” presi da: https://gazzettadimantova.gelocal.it.

Immagini: @luisaferro

Foto: Scattate da me

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Architetto, forse da sempre…
Nata a Roma
Dopo aver studiato alla “Sapienza” seguo diversi corsi per tenermi sempre aggiornata…

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