La sobrietà di un quadrato - Chiesa San Carlo Borromeo (RM)

Eravamo appena tornati dalla Germania e noi eravamo al settimo cielo, ripresi i vecchi contatti, il lavoro andava a meraviglia, un lavoro eseguito per il Vicariato (uno Spazio BE:BI a Fonte laurentina) mi ha portato ad un’altra piccola commessa, collocare le 14 stazioni della Via Crucis alla Chiesa di San Carlo Borromeo nel quartiere di Fonte Laurentina con la relativa pratica al Vicariato.


Facciata esterna @Monestiroli

Fu una sorpresa perché non pensavo proprio che ci fosse bisogno di una pratica, ma la sfida anche se piccolina mi ha portato a concludere favorevolmente la pratica e l’installazione.

I rapporti con il parroco e con il generale che ci aiutava nella lavorazione sono stati sempre molto piacevoli.


Interno dopo l'installazione delle 14 stazioni

Il caldo è notevole, non so perché ma visito e faccio i sopralluoghi nelle Chiese di Roma sempre in periodi estivi…(Chiesa di Tor Tre Teste e Chiesa San Pietralcina) che sia una coincidenza che ancora devo capire?


setti murari

Quando arrivo di fronte alla Chiesa mi colpisce molto la scelta del tufo, un materiale tipico di Roma come lo è il travertino, ma molto meno usato di quest’ultimo o quanto meno utilizzato negli ultimi tempi.

Purtroppo la mal posa del rivestimento ha fatto si che una parte di tufo ha ceduto.

La piazza è interamente in travertino ed è in contrasto con il tufo, tale contrasto persiste al suo interno.

Setti murari (sei per l’esattezza) sorreggono l’intera struttura e decido che verranno utilizzati per installare le 14 stazioni della Via Crucis.

Tutto è molto soft, non è un’architettura appariscente ma è molto sobria e molto raccolta seppur gli spazi sono grandi.

È illuminata da lucernari laterali e quello che affaccia sull’altare è un lucernario a tubo: una struttura in vetro che svetta verso l’alto per catturare la luce di Dio, illumina ancor di più l’altare; la scelta dell’illuminazione dall’alto è prettamente religiosa, Dio nell’alto dei suoi cieli illumina i fedeli.


Sezione, si notano i lucernari laterali e quello centrale dell'altare @monestiroli

Faccio in tranquillità il mio rilievo, nessuno mi disturba e mi godo questa solitudine, mi rendo conto solo scrivendo tale articolo che rimango sempre sola in questi luoghi… che sia un segno anche questo? Chissà?

Riporto il rilievo su autocad e mi piace la semplicità e la rigorosità di tale pianta, non solo perché è più facile da riportare e quindi un lavoro più veloce, ma anche perché è calmante…

La pianta è un semplice quadrato e trovo affascinante come una semplice forma geometrica può essere stravolta e con la sua semplicità trasmettere tante sensazioni, questa è la bravura di un tecnico, progettare semplicemente con grandi risultati.


La semplicità della pianta della Chiesa e di tutto il complesso ecclesiastico @monestiroli

Peccato che anche qui come molte Chiese nate nelle borgate hanno/soffrono di infiltrazioni, in questo caso nella zona dell’altare.


… segno anche questo? Ahhahahhhah


Nota tecnica per i più appassionati:


Nella chiesa di San Carlo Borromeo, opera dello studio milanese Monestiroli Architetti Associati, il primo elemento di riconoscibilità è la grande torre posta in corrispondenza del presbiterio della chiesa. Si tratta di un elemento ibrido, che svolge contemporaneamente il ruolo di campanile per il complesso parrocchiale e di lucernaio per la zona presbiteriale dell’aula liturgica; ma è soprattutto un “Landmark”, che, grazie alla sua altezza, rende individuabile la chiesa dal resto del quartiere, garantendo un elemento di immediata riconoscibilità all’interno di un luogo periferico altrimenti privo di un suo carattere.


Sezione @monestiroli

La chiesa è stata edificata ad una quota più alta rispetto a quella della strada principale di accesso all’area (via Edoardo Amaldi). Per superare il dislivello che si determina tra la strada e l’ingresso alla chiesa è stata realizzata una terrazza accessibile da una rampa inclinata. In questo modo si è delineato uno spazio rialzato rispetto al piano stradale antistante al complesso che funge sia da piazza per il quartiere che da sagrato per la chiesa.

Il complesso parrocchiale vero e proprio è composto da due parti distinte organizzate attorno ad una corte a C aperta verso la piazza: un corpo di fabbrica di due piani dalla forma a L che contiene gli ambienti del centro parrocchiale (salone parrocchiale, aule per la catechesi, uffici parrocchiali, sacrestia e casa canonica) e la chiesa vera e propria, della stessa altezza dell’altro corpo di fabbrica ma ad un solo piano e caratterizzata dalla torre del presbiterio-campanile, quest’ultima all’interno della chiesa delimita la zona in cui è situato l’altare conferendogli una maggiore importanza; il resto della chiesa presenta una copertura piana posta ad un altezza di 8 metri dal pavimento sostenuta da delle travi estradossate che poggiano su una serie di setti posti ai lati dell’aula, l’illuminazione dell’ambiente è zenitale e avviene attraverso una serie di lucernai posti tra i setti che reggono la copertura.


Sezione/Prospetto @monestiroli

L’interno della chiesa e gran parte dell’esterno del complesso presentano un rivestimento in blocchi tufo. Questa scelta insolita permette di differenziare l’edificio dal contesto circostante riproponendo al tempo stesso un materiale della tradizione locale romana scarsamente impiegato negli edifici di recente costruzione.

La superficie totale della chiesa in oggetto è di 890,30 mq.

La suddivisione interna consiste nei locali canonici: altare, battistero, chiesa, confessionale

Le pareti perimetrali della struttura aventi affaccio stradale sono costituite da infissi in alluminio preverniciato nero. Le tamponature esterne affacciano su una sorta di terrazza accessibile da una rampa inclinata dato che la chiesa è stata edificata ad una quota più alta rispetto a quella della strada principale di accesso all’area. In questo modo si è delineato uno spazio rialzato rispetto al piano stradale antistante al complesso che funge sia da piazza per il quartiere che da sagrato per la chiesa.

Le tamponature esterne e i setti murari interni (n° 6) sono rivestiti in tufo, la pavimentazione dell’intera chiesa e dell’altare è in travertino.


Le 14 stazioni vengono collocate lateralmente alla navata: la prima stazione sulla sinistra rispetto all’ingresso e l’ultima sulla destra dell’ingresso stesso, le altre stazioni vengono poste sui due lati dei setti murari, i quali hanno una larghezza di 3,90 ml e una profondità di 60 cm. Le stazioni verranno poste ad una altezza da terra di 2,60 ml tale da essere visibili a tutti. Le stazioni collocate sul lato maggiore del setto verranno fissate ad una distanza di 1,15 ml, le stazioni che saranno poste sul lato minore saranno fissate centrali rispetto ad esso.


Una delle 14 stazioni su uno dei sei setti murari


Ubicazione: Via Edoardo Amaldi, 215, Roma, 00134 RM, Italia, 2005-2010


Testi per “Nota tecnica per i più appassionati” presi da: In parte scritto da me e in parte ripreso sul sito www.archidiap.com

Immagini: @ www.archidiap.com

Foto: Scattate da me, @ www.archidiap.com

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Architetto, forse da sempre…
Nata a Roma
Dopo aver studiato alla “Sapienza” seguo diversi corsi per tenermi sempre aggiornata…

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