Il Ponte padiglione - Zaragoza (Spagna)

Expo del Agua a Zaragoza (vedi articolo), correva l’anno 2008.

Io e mio fratello David ci divertiamo tantissimo e in quei giorni capiamo di essere compagni di viaggio…


Io e mio fratello David

Mentre continuiamo ad ammirare ciò che ci circonda non ci rendiamo conto che è mezzanotte, siamo sporchi e stanchi, così ci avviamo verso l’uscita e come ultimo saluto all’EXPO ora il “Parque del Agua” attraversiamo il ponte di Zaha Hadid percorso anche la mattina stessa per poter entrare all’Expo dove qui rimane caro il tema del flusso quasi onnipresente nelle opere architettoniche di questa donna fantastica (vedi articolo MAXXI e la stazione di Afragola).


Io all'entrata del ponte padiglione

Quale migliore ambiente un ponte che attraversa il fiume come flusso, un ponte balena (vedi articolo El camino), dove l’esterno è la pelle di un pesce…


La pelle del ponte come un pesce @commons

Una grande apertura triangolare ci ingurgita al suo interno come la balena di pinocchio e i materiali cari a Zaha Hadid, cemento, ferro e vetro sono presenti in questo ponte utilizzato come centro di esposizione.


Interno del ponte/centro espositivo

I tre flussi si trasformano in percorsi e rampe pedonali e per i disabili, tutto fuso nell’opera architettonica senza evidenziare l’impossibilità o le difficoltà di alcune persone rispetto a delle altre, è evidente che in questo gesto la sensibilità e la genialità dell’architetto nel risolvere una “problematica per molti” è stato un suo punto vincente.


@archiportale

Il flusso o rampa o percorso pedonale si trasformano in semplici e leggeri volumi che accolgono diverse esposizioni d’arte dove qui come nel MAXXI il flusso stesso diventa una sala espositiva, una sala che non vuole “imprigionarti” in un solo luogo ma ti vuole trasportare in ogni luogo della struttura fino ad arrivare al centro nevralgico dell’EXPO.

I flussi artistici che t’inducono a sostare ma non a fermarti in un solo luogo ma a continuare la mostra d’arte in altre gallerie.

Le gallerie cambiano di dislivello, quasi a far alludere al movimento dell’acqua o il mutare del tempo.

Esse sono comunicanti tra loro, s’intrecciano, mutano da gallerie a rampe che portano a livelli più alti o da rampe a scale mobili, tutto è dello stesso colore, la pavimentazione come le pareti perché siamo all’interno di un unico flusso dove il suo unico scopo è portarci dall’altra parte della riva del fiume Ebro.

Alzo gli occhi e grandi travi sorreggono la struttura, elementi metallici reticolari sono una soluzione strutturale geniale, inoltre questa sostiene anche ogni singolo pannello in vetro, pannello che cambia con il mutare del tempo e del clima, che dall’esterno sembra una pelle squamosa di un pesce e data la sua grandezza assomiglia ad una balena.

Che Zaha Hadid si sia ispirata alla fiaba di Pinocchio, dove una rampa/flusso sia addirittura la lingua del cetaceo?


La lingua (o il flusso?) del cetaceo


Lo percorriamo in tutta la sua completezza e come ci ha ingurgitati ora ci caccia via dal suo corpo e ci troviamo alla fine dell’EXPO


I flussi anche nell'illuminazione

Il nostro primo viaggio è terminato… facciamo ritorno a Roma


Nota tecnica per i più appassionati:


Il padiglione-ponte collega la nuova stazione ferroviaria della città spagnola con uno dei tre ingressi principali dell’Expo.

Il padiglione-ponte collega la nuova stazione ferroviaria della città spagnola con uno dei tre ingressi principali dell’Expo.


Vista dall'alto @zahahadid

Vista laterale @archilovers

Plastico @zahahadid

Il progetto, paragonabile ad un gladiolo posto sull’acqua, è stato elaborato partendo dallo studio di una sezione romboidale che si sviluppa lungo un asse leggermente curvilineo, poggiandosi nella sua parte centrale su un’isoletta ed aprendosi in quattro differenti sezioni. Queste ultime, denominate “baccelli”dai progettisti dello studio Zaha Hadid Architects, fungono da elementi strutturali e delineano al tempo stesso i confini spaziali del padiglione.

La congiunzione e l’interconnessione di questi elementi reticolari o “baccelli” consente l’ottimizzazione del sistema strutturale, nonché una naturale differenziazione dei padiglioni interni; ciascuna delle quattro sezioni corrisponde infatti ad uno specifico spazio espositivo. La loro intersezione consente inoltre la distribuzione del peso complessivo della struttura su quattro elementi piuttosto che su uno solo.


spaccato assonometrico @pin

I “baccelli” risultano interconnessi secondo precisi criteri, volti a ridurre il più possibile la sezione della struttura nel punto di maggiore lunghezza della campata, e ad aumentarla nel punto di minor luce (85 metri dalla riva del fiume al lato dell’Expo). Un lungo baccello si estende dalla sponda destra del fiume Ebro sino all’isola, dove risultano innestati gli altri tre, che si estendono dall’isola sino alla riva sinistra del fiume.


Sezione @zahahadid

Sezione @zahahadid

Sezione @zahahadid


Pianta @zahahadid

Prospetto @zahahadid

“I visitatori potranno spostarsi da un “baccello” all’altro passando attraverso piccoli spazi che fungeranno da zone-filtro per impedire che i suoni e le immagini di uno spazio espositivo possano essere percepiti in quello successivo”.


Struttura reticolare - durante il cantiere @zahahadid

L’involucro gioca un ruolo essenziale nella misura in cui determina la relazione della struttura con l’ambiente e le sue variazioni atmosferiche, quali il vento di tramontana che soffia lungo l’Ebro ed il sole di Saragozza.


Montaggi opelle - durante il cantiere @zahahadid

La complessità del pattern che caratterizza l’involucro è generata dalla sovrapposizione di più elementi di copertura. Alcuni di questi possono ruotare attorno ad un perno, consentendo l’apertura temporanea degli spazi interni oppure chiudendo parte della facciata.


Fase di costruzione durante il cantiere @zahahadid

Dettagli del Progetto


Anno 2008

Anno fine lavori 2008

Committente Expo Saragozza

Status Incarichi in corso

Tipologia Padiglioni espositivi

Sito Web

http://www.zaha-hadid.com

Sito Web

http://www.expozaragoza2008.es



@acchelp








Testi per “Nota tecnica per i più appassionati” presi da: https://www.archilovers.com,

Immagini: @zahahadid, @archiportale, @pin

Foto: Scattate da me, @archilovers, @zahahadid, @archiportale, @commons

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Architetto, forse da sempre…
Nata a Roma
Dopo aver studiato alla “Sapienza” seguo diversi corsi per tenermi sempre aggiornata…

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