Il Brutalismo della Casa Albero

Sono su internet e m’imbatto in un video di un fotografo della mia età ca. Carmelo Battaglia con il video “Un viaggio nella città invisibile” e la curiosità di vedere questi luoghi dimenticati è tanta…


Casa Albero

ho sempre avuto la tendenza di visitare posti abbandonati, sono celati da storie misteriose e da leggende che li circondano… queste strutture le riconosco e subito mi salta agli occhi un luogo che non ho mai visitato, la Casa Sperimentale del Perugini, la Casa Albero a Fregene vicino Roma.


Casa Albero

Fregene considerata una zona vip negli anni di Fellini, Moravia… tanto che anche loro avevano una casa in questo luogo non distante dalla capitale.

Mai sono andata a visitare la Casa Albero e come è nel mio essere “devo andare”.

Fregene non è distante e dopo poco sono in Via Maria del Campo, parcheggio e mi accorgo che al di là del recinto dov’è la Casa qualcuno alla mia vista scappa e si nasconde, troppo veloce da individuare…


Casa Albero

Sono un po’ timorosa, ma mi faccio coraggio ed entro dal cancello pedonale lasciato appositamente aperto dal figlio dello stesso Perugini consapevole che ci sono ancora oggi amanti dell’architettura, studenti e/o semplicemente curiosi che vogliono visitare la Casa Albero.

E’ un’opera sperimentale del periodo del brutalismo (Il termine nacque nel 1954 in Inghilterra – Brutalism - e deriva dal béton brut di Le Corbusier. Il Brutalismo impiega molto spesso la rudezza del cemento a vista - in francese béton brut - le cui forme plastiche, lavorate e plasmate nei particolari come nei pilotis o nei camini dell'"Unité d'Habitation", evidenziano con forza espressiva la struttura. I volumi delle membrature risultano accentuati, robusti e forma e materiale si modellano nello spazio e si uniscono in un linguaggio di vigore architettonico).

E’ un’architettura molto dura e appunto brutale, un’architettura dove la struttura portante deve essere evidenziata, perché è essa stessa Architettura.

La residenza esplicitamente abbandonata è a pilotis.


Struttura a pilotis

Sulla sua destra vi è un elemento architettonico sferico abbastanza grande da poterlo adibire a stanza di riflessione; la scelta della sfera fu fatta forse perché è sempre stato considerato elemento di perfezione geometrica o religiosa.


Sfera in cemento

La stanza non ha finestre se non una linea che taglia a metà la sfera con una fessura, una corda in vetro che attraversa l’intera sfera da dove si scorge l’esterno.


Vista dall'interno della sfera

Vedo il Perugini, la moglie e il figlio discutere e far nascere le loro idee e fonderle insieme.

Sento dei rumori provenire dalla Casa, non sono sola, non vedo nessuno, ma percepisco che qualcuno mi sta osservando… mi decido e faccio prima una piccola perlustrazione intorno al giardino che la circonda, ho solo una scelta da fare: andarmene o entrare, ovviamente decido di salire le scale in ferro ormai consumate dalla ruggine e.. Sono entrata!

Ho avuto paura, ma la mia curiosità incosciente mi ha dato il coraggio di entrare.


Vista interna - tre materiali: cemento, vetro, ferro

Vista interna del salone

La casa è una fusione di tre materiali: cemento armato, vetro e ferro … ogni elemento in ferro è rosso, non ha gerarchia il colore, come non c’è gerarchia nell’utilizzo nei materiali, gli uni e gli altri possono essere utilizzati per lo stesso motivo, per la stessa destinazione.

La Casa Albero chiamata così forse perché è eretta e “articolata” come un albero o semplicemente perché di fronte c’è un grande albero che la “protegge”.

E’ un intersezione di cubi che sono stanze, ambienti trasformati in aree private, cubi che sono ora armadi, dispense in cemento e poi cubi che si trasformano in contenitori, poi in finestre e dopo ancora in lucernari in vetro e quando il cubo è troppo grande e troppo pesante viene alleggerito da feritoie verticali e orizzontali che spaccano l’intero cubo in quattro parti uguali, soffitto, parete e pavimentazione e, la luce entra.


Vista interna


Cubi grandi, piccoli, assemblati e ricomposti in dislivelli, ogni volta che si cambia “stanza-cubo” a sottolinearlo vi sono delle “spaccature-dislivello” in vetro che li evidenzia, scale che aiutano a superare tali dislivelli tutte rigorosamente in ferro (sempre in color rosso).

Mi domando “come riescono a sorreggersi questi cubi-piattaforme”? dove sono i pilastri se ogni cubo è tagliato dal vetro? Non vedo la struttura… al di sotto di tutto vi è una sorta di reticolato strutturale composta da travi e pilastri in cemento armato che fungono non soltanto da evidente sostegno strutturale, ma anche da sostenitore di montanti in ferro rosso che a sua volta sostengono ogni singolo cubo… un po’ come il principio della pavimentazione sospesa, ma in scala più grande.


"Pavimento/struttura portante" sospesa - pilotis

Solo due elementi sono circolari, sembrano delle sfere schiacciate, che si distinguono dal resto della Casa, sono altisonanti, la loro destinazione sono i servizi igienici.


Servizi igienici


Al di sotto della Casa vi è una grande vasca di acqua dove una volta rifletteva nel suo splendore ormai perduto. Questa utilizzata non solo come piscina, ma anche da “refrigeratore” naturale, l’aria che passa sull’acqua si raffresca e porta con se l’aria fresca in tutto l’ambiente circostante portando refrigerio alle persone che vi abitano e vi soggiornano nel periodo estivo.


Vasca esterna


Esco, faccio un altro giro nel giardino della Casa, ci sono legni accatastati ed altri elementi che mi fanno capire che qualcuno passa del tempo in questo luogo ed è abituato a “visitatori” come me.

Capisco che è ora di andare…

Nota tecnica per i più appassionati:

La casa albero o casa sperimentale progettata da Giuseppe Perugini, Raynaldo Perugini e Uga De Plaisant viene costruita a Fregene alla fine degli anni ‘60.


Prospetto Casa Albero - @Perugini

Si tratta di un progetto sperimentale sia nella forma che nell’uso dei materiali, che rimandano all’architettura brutalista caratterizzata dall’uso del calcestruzzo grezzo in facciata. L’edificio sembra quasi sospeso tra gli alti alberi che la circondano, evocando allo stesso tempo l’archetipo del “nido” come luogo sicuro dove nascondersi, studiare, riprendere le forze. La costruzione, in deciso contrasto con le tradizionali abitazioni circostanti, colpisce per il suo singolare aspetto esteriore, con la tessitura delle travi e dei pilastri a vista che sostengono dei volumi prefabbricati, l’impianto non regolare, come anche il recinto del lotto in cemento con inglobate strisce d’acciaio tinte di rosso che riprendono la forma ricurva del recinto stesso.


Progetto - @Perugini

Pochi materiali vengono utilizzati per la costruzione: cemento armato, vetro e acciaio. Perugini rifiuta quindi i materiali tradizionali da costruzione e sceglie il calcestruzzo armato, che assolve pienamente la funzione di sostenere/sorreggere i volumi che racchiudono i vari ambienti della casa, disposti in un ordine apparentemente casuale. Alle travi principali sono affiancate delle travi secondarie posizionate sopra e sotto i moduli che supportano il peso di questi attraverso particolari elementi cruciformi in acciaio verniciato di rosso. Le travi principali hanno altezze variabili ed in alcuni punti lo sbalzo di una trave è sorretto da una trave soprastante con degli agganci particolari, anch’essi in acciaio. Gli infissi, dipinti di rosso come tutti gli elementi in ferro della casa, riprendono la composizione generale della casa, reiterando il motivo del cubo, sia in aggetto verso l’esterno sia rientrando all’interno della casa. La scala/passerella, un dettaglio della composizione segnalata con il colore rosso delle ringhiere, conduce all’ingresso della casa e sembra un elemento estraneo, aggiunto alla struttura. È concepita come passerella mobile che si può anche alzare, isolando completamente gli abitanti dal mondo esterno. Le facciate dei volumi presentano anch’esse delle sporgenze e rientranze: in alcuni casi contengono infissi, in altri sono elementi pieni: cubi in conglomerato che modellano plasticamente l’esterno degli alloggi accentuando l’uso del materiale scelto. Caratteristici in facciata sono gli elementi dalla forma arrotondata, veri e propri contenitori di servizi che caratterizzano l’architettura ammorbidendone l’aspetto “squadrato”.

Le funzioni della casa sono racchiuse come già detto nei “gusci” in calcestruzzo che si trovano a quote diverse e prevedono gradini per superare i leggeri dislivelli interni. Anche gli ambienti interni della casa non dissimulano la complessità spaziale che si percepisce dall’esterno, con il salone open-space a doppia altezza e l’articolazione degli infissi che dall’interno accentuano il loro aspetto elaborato. Un’altra scala, a chiocciola e ancorata ai pilastri, questa volta conduce sul tetto e parte dal livello rialzato degli alloggi. Alcuni ambienti sono distribuiti nel parco che circonda la casa, come ad esempio la stanza della meditazione, caratterizzata da una sfera in cemento, o la piscina situata sotto la casa. In quest’opera c’è la volontà di creare un contrasto tra la struttura, con i suoi pilastri che si ergono verso il cielo esprimendo il desiderio di libertà, i gusci appesi che accentuano l’idea di leggerezza della composizione e il materiale grezzo, il calcestruzzo, che allude alla pesantezza.

La casa vuole rappresentare una sintesi di tutte le intenzionalità progettuali della famiglia Perugini. Come ricorda il figlio di Giuseppe, Raynaldo: “Essendo tutti e tre architetti (anche la madre Uga de Plaisant) era un po’ il giocattolo di famiglia, nel momento della realizzazione ognuno di noi proponeva soluzioni e nascevano discussioni…era una sorta di grande laboratorio… immaginatevi un plastico in scala reale! Questa era la casa di Fregene, un plastico al vero in cui ognuno metteva del suo. Una sorta di bottega globale nella quale lavoravamo tutti e per ogni problema c’erano un’infinità di soluzioni possibili. Infatti la cura dei dettagli e la messa a punto di tutte quelle soluzioni che hanno portato alla casa com’è oggi sono stati affrontati nella messa in opera. La particolare caratteristica costruttiva la rende un grande gioco di costruzioni…”.


Casa Albero

Dalla morte dell’architetto, nel 1995, la costruzione futurista è stata abbandonata a se stessa, lasciando che fosse riempita di scritte, tag, lasciando che fosse abusivamente occupata e deturpata dal tempo. La casa-albero di Perugini, fatta di cemento armato, vetro e acciaio, è stata il soggetto di una protesta, una protesta fotografica, che ha mostrato la bellezza dei suoi moduli cubici e sferici, dei suoi spazi concavi che sembra impossibile pensare abitati.

Più ancora, la villa sembra essere un esame di progettazione architettonica tenuto da un professore che chiede ai suoi studenti una ricerca spinta alle estreme conseguenze: la contrapposizione tra leggerezza, suggerita dai volumi appesi alla struttura posta interamente all’esterno, e massività espressa dal calcestruzzo a facciavista; l’immagine di rifugio richiamata dal distacco dalla terra (la casa albero appunto) sottolineata dal corpo (estraneo) della scala, sollevabile dal terreno, per isolare l’abitazione dal mondo; i giochi di pieni e vuoti , spesso basati su moduli cubici, sugli angoli dei volumi reso in parte con gli infissi in vetro e acciaio ed in parte con arretramenti ciechi (cioè di parti di vuoto “scavate” tra i tamponamenti in calcestruzzo); la ripetizione ossessiva del modulo quadrato, espressa anche nei pannelli prefabbricati dei tamponamenti nonché nei solai, sono le manifestazioni più visibili di una ricerca ossessiva sul linguaggio che scivola nell’esercizio di stile. Sono evidenti le suggestioni delle architetture futuribili degli anni ’60, qui espresse nei gusci funzionali sferoidali, attaccate al corpo principale come dei plug-in secondo la lezione degli Archigram.

CERCHIAMO DI SALVARE QUEST’OPERA, IN ITALIA E’ UNO DEI POCHI ESEMPI DI BRUTALISMO!!

Testi per “Nota tecnica per i più appassionati” presi da: Archidiap, festivaldelpaesaggio; Amate l’Architettura;

Immagini: @Perugini

Foto: Scattate da me

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About Me
Architetto, forse da sempre…
Nata a Roma
Dopo aver studiato alla “Sapienza” seguo diversi corsi per tenermi sempre aggiornata…

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