EL CAMIÑO #4: Citè Fruges (Utopia Urbana), la città operaia di Le Corbusier – Pessac (Bordeaux)

Usciamo dalla vita cittadina di Bordeaux, ha ancora il sapore e la vastità degli odori dei vini nel Museo de “La Cite du Vin” che mi inebriano


Siamo ARRIVATI!!!

Ci ritroviamo in un paesino poco fuori da Bordeaux, Pessac, caratterizzato da tante villette unifamiliari tipiche francesi e immerso tra i pini.


Plastico del complesso "Citè Fruges"

Subito s’incontra un grande cartello dedicato per l’appunto alla Citè Fruges del grande genio di Le Corbusier.

Il visionario architetto incontra un grande imprenditore altrettanto visionario il signor Fruges, il quale volle costruire una “città-giardino-operaia” dopo aver letto “Vero un’architettura” del ’23 di Le Corbusier.

Nasce così dall’unione di due grandi menti “Le Citè Fruges”.

Inizialmente l’imprenditore sogna in grande con 200 moduli abitativi, ne vengono progettati 127 e ne saranno realizzati concretamente 51 tra il ’24 – ’26. Una vera rivoluzione dal punto di vista dell’habitat sociale e su quello dell’architettura dell’epoca.


Singole unità immobiliari - Cite Fruges

Le Corbusier passa finalmente dalla teoria alla pratica ed io quando passo per la via principale del quartiere leggo in ogni sua linea i suoi 5 punti dell’architettura.


Singole unità immobiliari - Citè Fruges

Eccoli lì i suoi 5 punti dell’architettura, li rivedo mentre studio all’Università con “Storia dell’architettura contemporanea” e alcuni argomenti si apprezzano realmente solo in età adulta.

Risalta la sua “filosofia del vivere”, dove ogni operaio, una volta terminato il lavoro, poteva rilassarsi nella propria abitazione con la sua famiglia, un’abitazione immersa nel verde, quindi un luogo tranquillo, sicuro e una zona dove poter socializzare con il vicinato e dove ognuno è uguale all’altro.

Le Corbusier considera l’uomo al centro di ogni suo progetto, legando le sue proporzioni o a quella degli spazi vitali.

I 5 punti sono:

1- I Pilotis per rendere il pian terreno libero e renderlo utile alla socializzazione e sfruttarlo come giardino.


2- I tetti a giardino, in questo caso più dei terrazzi anche se durante la visita ad un’unità immobiliare (visita gratis) non erano accessibili, per avere del verde anche all’interno delle abitazioni.

3- La finestra a nastro, un’unica finestra senza interruzioni dovute all’arretramento delle


Finestra a nastro/pianta libera - vista dall'interno - Citè Fruges

strutture rispetto alla facciata e ciò rendeva possibile altri due punti (4) la facciata libera e (5) la pianta libera.


Finestra a nastro/Facciata libera - Citè Fruges

Un ritorno al proprio nido immerso nella natura pur restando in contatto con la vita cittadina quindi alla socializzazione e avere vicino a se la famiglia a cui dedicarsi.


Giardino dedicato alla singola abitazione (socializzazione) - Citè Fruges

Una rivoluzione dell’architettura degli anni ’20. Le Corbusier fu di grande ispirazione per le generazioni successive ai grandi architetti.

Sono onorata di entrare dentro un’opera di Le Corbusier, è la prima volta che ho questa fortuna!

La semplicità di tale abitazione è strabiliante.


Interni - Citè Fruges

Faccio una passeggiata all’interno del quartiere, immerso nel verde, grandi alberi lungo il viale, rendono le architetture del maestro più calde, il Sole è alto e il cielo è blu.


Unità immobiliare immersa nella natura - Citè Fruges

Le condizioni climatiche rendono sempre tutto molto bello.

Vedo la bellezza architettonica di ogni singolo edificio, ma vedo anche che molte di esse sono totalmente abbandonate a se stesse o mal curate e/o addirittura ampliamenti abusivi senza una logica architettonica tanto da far perdere di ogni significato i 5 punti della filosofia dell’architetto o addirittura scompaiono del tutto. Sono un po’ sorpresa da cotanto degrado, penso sempre che fuori dall’Italia le cose funzionino in modo un po’ diverso.


Unità immobiliare abbandonata - Citè Fruges

Ho sempre in mano la mia Action Cam, la Reflex, cellulare… sembro un piccolo mulo che vuole cogliere ogni elemento architettonico e particolare costruttivo dell’intero quartiere Pessac.

Le poche persone che sono li mi guardano con sospetto, altre sembrano essere abituate.

Mi sento appagata, ma…

Il Viaggio deve continuare!!

Questa è la fine della prima parte del viaggio, la prossima è l’inizio di un viaggio totalmente diverso “Il Cammino di Santiago”, sono curiosa ed emozionata perché sono inconsapevole di ciò che ci attende… destinazione Roncisvalle sui Pirenei Spagnoli nei Paesi Baschi.

Arriviamo!!!

Nota tecnica per i più appassionati:

La costruzione di questa città tra il 1924 e il 1926 fu, all'epoca, una vera rivoluzione, sia in termini di edilizia sociale che di architettura. È il risultato dell'incontro di due personalità: quella di un industriale di Bordeaux, Henry Frugès e quella di un audace architetto urbano, Charles-Edouard Jeanneret-grigio, noto come Le Corbusier.


Progetto di una unità immobiliare - Citè Fruges

Henry Frugès , produttore di zucchero Girondin, è uno studioso, curioso, un grande appassionato d'arte. Scoprì le idee di Le Corbusier attraverso la lettura di "Verso un'architettura", pubblicato nel 1923. Ha sollecitato prima di tutto il suo progetto a Lège: la creazione di una piccola città della classe operaia.


Citè Fruges

Ma l'industriale vede più grande e immagina un giardiniere cittadino. Acquisisce in Pessac una radura tra i pini, con l'ambizione di costruire la sua città giardino da 150 a 200 ville, e quindi promuovere l'accesso alla proprietà di classi "lavoratrici".

I Frugès Modern Quarters saranno il primo set di habitat individuali di Le Corbusier. Alla fine avranno 51 case.

È un risultato rivoluzionario per i materiali, l'estetica, il comfort moderno e il prezzo accessibile.

Nei primi anni 1920, Le Corbusier è ancora un "architetto di carta". Sebbene abbia realizzato alcune opere (incluse ville per facoltosi proprietari), le sue idee e principi per una nuova architettura rimangono teorici. Presentando l'idea che "Pessac deve essere un laboratorio", Henry Frugès gli consente di applicare e concretizzare le sue teorie.

Verso un'utopia urbana

L'acquisto da parte di Henry Frugès di una vasta distesa di Pessac, una città rinomata per la sua aria pulita, il sanatorio e la vicinanza alla ferrovia, sono i primi passi di un processo di modernità. La composizione della suddivisione, pur focalizzata sull'ortogonalità degli insediamenti, si ispira ai piani delle città giardino inglesi: gerarchia, diversità e qualità degli spazi urbani (strade e piazze alberate), attorno alle quali vengono le case per risolvere, rispettando l'intimità di ciascuno con una gestione molto innovativa del vis-à-vis e della comproprietà. L'architettura moderna, intesa per essere universale, usa anche linee pulite con forme geometriche e semplici.

L'altra sfida è quella di economia di progetto attraverso l'uso di un modulo standard, più uno o più span aggiuntivi, che portano allo sviluppo di cinque diversi tipi di case: "arcate": case in bande collegate tra loro da un arco; i "grattacieli": edifici costituiti da due case contigue da un lato all'altro, sormontate da una terrazza accessibile da una scala esterna; i "quinconces" e "zig-zag" raggruppati per sei, cinque o tre, composti da un modulo base più un'ulteriore bay, alternativamente posizionati sul lato del giardino e sul lato della strada, consentendo la creazione di un'area reception e una cantina al piano terra, un giardino pensile con pergola al piano superiore; i "gemelli" girano le spalle. Una scala esterna dà accesso alla terrazza sul tetto. Le Corbusier sperimenta così i suoi "cinque punti di architettura moderna": il piano libero, la facciata libera, la finestra di lunghezza, la terrazza sul tetto e suggerisce la palificazione.

Adattamento dello spazio a nuovi modi di vita

Costruite nell'economia, queste case modeste ma ben attrezzate sono un segno di comfort. Garage o terrazze sul tetto attestano un nuovo modo di vivere. Le Corbusier, molto attento alla salubrità, fa l'igiene trionfante in bagno con scarico a pavimento e lavanderia. Il riscaldamento tramite sistema di canali consentirà il progresso. A livello sociale, questo progetto di una città della classe operaia sfida i modi tradizionali di vita delle classi popolari, combinando architettura e alloggi sociali.

I 5 PUNTI DELL’ARCHITETTURA

Pubblicato nel 1923, Verso un'architettura è l'opera teorica più importante della prima metà del XX secolo. In essa, Le Corbusier espone i suoi celebri cinque punti alla base del nuovo modo di concepire lo spazio architettonico e di costruire un'abitazione con cemento armato.

I Pilotis (piloni) sostituiscono i voluminosi setti in muratura che penetravano fin dentro il terreno, per fungere infine da fondazioni, creando invece dei sostegni molto esili, poggiati su dei plinti, su cui appoggiare poi i solai in calcestruzzo armato. L'edificio è retto così da alti piloni puntiformi,di cemento armato anch'essi, che elevano la costruzione separandola dal terreno e dall'umidità. L'area ora disponibile viene utilizzata come giardino, garage o - se in città - per far passare strade.

Il Tetto-giardino (tetto a terrazza) restituisce all'uomo il verde, che non è solo sotto l'edificio ma anche e soprattuto sopra. Tra i giunti delle lastre di copertura viene messo il terreno e seminati erba e piante, che hanno una funzione coibente nei confronti dei piani inferiori e rendono lussureggiante e vivibile il tetto, dove si può realizzare anche una piscina. Il tetto giardino è un concetto realizzabile anche grazie all'uso del calcestruzzo armato: questo materiale rende infatti possibile la costruzione di solai particolarmente resistenti in quanto resiste alla cosiddetta trazione, generata dalla flessione delle strutture (gravate del peso proprio e di quanto vi viene appoggiato), molto meglio dei precedenti sistemi volti a realizzare piani orizzontali.

Il Plan libre (pianta libera) è resa possibile dalla creazione di uno scheletro portante in cemento armato che elimina la funzione delle murature portanti che 'schiavizzavano' la pianta dell'edificio, permettendo all'architetto di costruire l'abitazione in tutta libertà e disponendo le pareti a piacimento.

La Facciata libera è una derivazione anch'essa dello scheletro portante in calcestruzzo armato. Consiste nella libertà di creare facciate non più costituite di murature aventi funzioni strutturali, ma semplicemente da una serie di elementi orizzontali e verticali i cui vuoti possono essere tamponati a piacimento, sia con pareti isolanti che con infissi trasparenti.

La Fenêtre en longueur (o finestra a nastro) è un'altra grande innovazione permessa dal calcestruzzo armato. La facciata può infatti ora essere tagliata in tutta la sua lunghezza da una finestra che ne occupa la superficie desiderata, permettendo una straordinaria illuminazione degli interni ed un contatto più diretto con l'esterno.




Testi per “Nota tecnica per i più appassionati” presi da: pessac.it; archweb

Immagini: @LeCorbusier

Foto: Scattate da me



Ubicazione: Cité Frugès, 33600 Pessac, Francia

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About Me
Architetto, forse da sempre…
Nata a Roma
Dopo aver studiato alla “Sapienza” seguo diversi corsi per tenermi sempre aggiornata…

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