ARCHICINEMATOGRAFICO #4: Il Convento di Sant'Anna e Il Paziente Inglese



Da Pienza al Monastero di Sant’Anna, location de “Il paziente inglese”, distano solo pochi Km, ma Giulia è stanca e chiamiamo il nostro amico per poter tornare a casa per far riposare Giulia almeno un giorno, devo dire che è stata una bambina molto forte e paziente a resistere a tanto stress.

La sollecitiamo, forse, un po' troppo, ma lei sa di avere dei genitori pazzi.

Il giorno dopo con molta calma e ai tempi della nostra piccola, ci avviamo al monastero, ora un agriturismo.

Un viale bellissimo costeggiato da tantissimi cipressi ci accompagna verso il monastero, all’arrivo si apre davanti a noi uno spiazzale (adibito a parcheggio) ombreggiato da molti ulivi.


Il viale che porta all'ingresso della Chiesa

S’intravede il monastero, ma l’accesso è dalla parte opposta.

Giulia si è addormentata (è ancora stanca dei giorni precedenti), Andrea con molta delicatezza la sdraia sotto l’ombra di un ulivo, tanto da poter riposare in pace.

Io mi avvio verso la Chiesa del monastero. Sul lato sinistro vi è una insormontabile e altissima parete della chiesa, noto subito che non vi è nessuna apertura; sulla destra il filare dei cipressi mi accompagnano davanti all’ingresso principale della Chiesa e s’intravede il paesaggio senese.


Entrata della Chiesa e del Monastero sulla dex

La Chiesa è un'unica navata a croce latina, molto alta ed intonacata interamente di bianco. Gli affreschi risaltano la purezza del bianco candido di essa.


Chiesa

Il Monastero apre alle 16.00 e sono convinta di poter visitare l’intero complesso, ma scopro che l’accesso del monastero è riservato solo ed esclusivamente per gli ospiti dell’agriturismo, solo una sala può esser visitata, tra cui il refettorio (da settembre sarà a pagamento e se ne prenderà cura il Comune di Pienza).

Provo a parlare e a convincere la persona alla reception che sono un architetto, che ho un blog… bla bla… pur di visitare il monastero, ho sfoderato tutte le mie cartucce, ma non c’è stato niente da fare… così mi accontento di quel poco che posso visitare.


L'interno del Monastero

Entro e inizio a fotografare e rubo con gli occhi tutto quello che posso.


La corte centrale fa da protagonista e intorno ad essa vi sono i portici che seguono il suo perimetro con le sue volte e crociera a dove una tantum si scorgono dei capitelli molto belli di cui alcuni hanno cercato di restaurare malamente.

Sicuramente il piano superiore seguirà la sua stessa impronta, sono così curiosa di visitarlo, ma non si può…


Volte a crociera

Entro nel refettorio e ammiro gli affreschi del Sodoma. Bellissimi!!!


Il Refettorio e gli affreschi del Sodoma

Continuo la mia passeggiata lungo la corte, vedo un’altra sala da poter visitare, ma non è aperta al pubblico, mi guardo intorno, non c’è nessuno, ed entro.


Entro nella zona proibita...LOL

Una grande sala si apre davanti a me con un dipinto fantastico da poter ammirare, solo in un secondo momento mi accorgo che vi è un signore seduto sul divanetto di pelle, mi osserva e dal suo sguardo capisce che non sono un ospite dell’agriturismo.

Inizia a parlare con me e dall’accento si capisce che è inglese, osservandolo meglio mi accorgo che è il signore incontrato all’Abbazia di Sant’Antimo (vedi articolo), ma taccio su questa piccola scoperta, le piccole coincidenze spesso le tengo per me.

Parla molto bene l’italiano e mi racconta che adora questa regione e che torna spesso in questi luoghi e per lunghi periodi.

Inizia a raccontarmi la sua vita, la sua passione per la pittura in contrasto con la sua professione di ingegnere. Mi chiede della mia, gli racconto in generale di mio marito e di mia figlia e del viaggio che abbiamo percorso e della mia piccola sconfitta arrivando qui… così mi guarda e mi dice “Ti facio da Scicerone, il proprietario è mio ammicco, non può dire niente se contrario ala tua visita!” (accento inglese...) .

Iniziamo il viaggio e mi racconta la vita monastica, conosce molto bene questo edificio come fosse casa sua.

Saliamo al primo piano, le scale sono in pietra, molto strette e i gradini molto alti, non seguono certo le altezze della norma vigente (LOL).


Scale per accedere al primo piano

Il primo piano come avevo immaginato segue la pianta quadrata del monastero e dal corridoio, che segue il perimetro della corte, si può ammirare dall’alto con la sua perfezione geometrica il giardino e dalla parete opposta si può ammirare la ripetitività delle porte che conducono alle stanze dei monaci, oggi le camere da letto dell’agriturismo.


Primo piano

Sono estasiata da tanta semplicità e in quel frangente “il mio cicerone” mi richiama all’attenzione portandomi dentro la stanza dove è stato girato il film de “Il paziente inglese”, pareti intonacate di bianco, arredo molto semplice in legno con una piccola finestra a due ante che si affaccia sul magnifico paesaggio toscano.


Scena tratta dal film, si intravede il paesaggio riflesso dalle finestre

Rappresenta tutta la semplicità di quei luoghi passati e del film, la degenza del protagonista rispecchia ciò che rimane senza la donna che ha più amato nella sua vita; ora la sua vita senza di lei è come quella stanza, vuota, senza decorazioni, senza stimoli.


Il monastero è silenzioso, non si percepisce la presenza di nessuno, la sua immensa semplicità non solo architettonica ma anche decorativa, tipica dei monasteri, rende tutto più mistico.

Continuiamo il nostro percorso… “il mio cicerone” personale mi ha fatto vedere il corpo centrale con le sue varie stanze, un luogo di ritiro.

Il complesso è strutturato in diversi edifici; la chiesa, la corte, il refettorio, la cucina, il giardino, il cimitero e al primo piano il dormitorio.



Planimetria del Monastero


“Il mio cicerone inglese” (lo chiamo così perché non conosco il suo nome), mi offre un caffè mentre mi parla di sua figlia che dovrebbe avere la mia età e di sua moglie che è andata a fare una passeggiata per il monastero, ma non ho l’occasione di poterla conoscere. Sorseggiamo il caffè e ammiriamo il paesaggio.


Paesaggio Toscano


“Il mio cicerone” mi guarda e mi ringrazia perché la nostra conversazione lo ha arricchito e mi dice “forse ci siamo aiutati un po' da entrambe le parti. Grazie”. Anche io lo ringrazio vivamente per tutto e per la sua immensa disponibilità, ma il Sole si sta accasciando sulle dolci colline toscane e la giornata sta volgendo al desio… Giulia mi aspetta… innamorata di questa esperienza ci avviamo verso l’uscita dove ci salutiamo con il più profondo rispetto l’una per l’altra e grande gentilezza, mi guarda e mi fa “Ci si vede a Roma Architetto, mi farà lei da Ciceron nella città eterna!” con quel suo accento inglese.

Ma non ci scambiamo i contatti e sappiamo che quello è un Addio anche se ci piace dire “Ciao…” perché la vita è imprevedibile.


Esco con quel tipico odore di erba, mi giro e il Monte Amiata è lì che mi guarda… questo viaggio in ogni luogo dove andassi la mia montagna mi ha sempre accompagnata, la amo.

Sento da lontano le urla gioiose e giocose di Giulia e di Andrea che la rincorre…


Corro verso di loro!


Nota tecnica per i più appassionati:


Il Monastero di Sant'Anna in Camprena è un complesso monumentale che ospitò un monastero olivetano(La Congregazione olivetana -in latino Congregatio Sanctae Mariae Montis Oliveti- è una congregazione monastica dell'Ordine di San Benedetto: i monaci olivetani pospongono al loro nome la sigla O.S.B.Oliv La congregazione si caratterizzò per la limitazione temporale della carica di abate - gli abati benedettini erano eletti a vita - e per la facilità con cui i monaci potevano trasferirsi da un monastero a un altro), situato nell'omonima località, nel territorio del comune di Pienza (Siena).


Il Monastero dall'alto @caprena.it

La chiesa, dedicata a sant'Anna, venne terminata e consacrata nel 1517, mantenendo nei secoli successivi le sue caratteristiche originarie.


Esterno

La chiesa presenta una facciata a capanna, sottolineata lateralmente da due lesene in laterizio, aperta da un portale ed un oculo leggermente strombato, e preceduta da un protiro in laterizio a pianta quadrangolare, coperto con volta a crociera sorretta da quattro pilastri.

Lungo il fianco sinistro della chiesa, si eleva il campanile, edificato nel XV secolo, a pianta quadrata, presenta nella parte inferiore delle feritoie e, in quella superiore, la cella campanaria aperta su ciascuno lato da una bifora.

Chiesa di Sant'Anna

L'interno presenta una pianta a croce latina, ad unica navata terminante nel presbiterio quadrangolare e con una piccola abside semicircolare.

La navata è articolata in tre campate rettangolari coperte con volta a crociera e intervallate da archi a tutto sesto alla base dei quali si trovano due lesene composite dipinte a finto marmo.

Monastero

Il monastero sorge alla destra della chiesa, ad esso adiacente. La sua facciata principale dà sul lato meridionale del sagrato ed è priva di particolari decorazioni. Essa è caratterizzata da finestre rettangolari di varie dimensioni disposte asimmetricamente. Nella parte inferiore, si apre il portone d'accesso con arco a tutto sesto, con doppio battente ligneo. Nella parte superiore, in corrispondenza del portone, vi è un corpo sporgente poggiante su due archi pensili ogivali sorretti da mensole. Tra gli ambienti monastici si notano:

Chiostro

Il monastero si articola attorno ad un chiostro, di forma quadrangolare, edificato nel 1501 e rimaneggiato nel XVIII secolo, cinto su quattro lati da un portico con gallerie, coperte con volta a botte. Nell'angolo meridionale, vi è la vera da pozzo rinascimentale.

Refettorio

Dal chiostro, attraverso un ambiente, si accede al refettorio, a pianta rettangolare, è coperta con volta a botte con tre lunette su ciascun lato corto e sette sui lati lunghi.

Le due pareti d'ingresso e di fondo sono decorate da dipinti murali, ad affresco, eseguiti nel 1502 - 1503 da Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, raffiguranti:

Refettorio, parete di fondo

sulla parete di fondo, Moltiplicazione dei pani e dei pesci, divisa in tre scene:

a sinistra, Distribuzione dei pani e dei pesci: sullo sfondo si nota il Colosseo;

al centro, Benedizione dei pani e dei pesci: sullo sfondo si osserva l'arco di Costantino;

a destra, Raccolta dei pani e dei pesci;

sulla parete d'ingresso:

a sinistra, San Benedetto da Norcia approva la Regola degli Olivetani;

al centro, Compianto su Gesù Cristo morto;

a destra, Madonna con Gesù Bambino, sant'Anna e due monaci olivetani;

nel sottarco della porta, Gesù Cristo redentore.

Refettorio, parete d'ingresso

Inoltre, il Sodoma realizzò sulle pareti laterali il fregio con Motivi decorativi a grottesche, nel quale sono inseriti Storie della vita di sant'Anna (alcune delle quali eseguite a grisaille) e vari oculi con Ritratti di santi. Tra le scene e le figure rimaste, e meglio conservate, si notano:

Incontro di sant'Anna e san Gioacchino alla Porta Aurea;

Natività di Maria Vergine;

San Colombano;

Santa Caterina da Siena.

Cucina

Di fronte al refettorio è posta la cucina, dove si conserva una lunga stufa in pietra, un grande camino (lungo circa tre metri) ed da una piccola porta, da cui si accede alla cantina o dispensa.

Dormitorio

Davanti al refettorio si sale una scala che conduce al piano superiore del monastero, dove era situato il dormitorio suddiviso in celle usate dai monaci, ora trasformate in camere per gli ospiti della struttura ricettiva.

Giardino

Alle spalle del monastero, si trova un ampio giardino, impostato secondo uno schema che rispecchia quello dell'antico hortus conclusus, ossia delimitato da un muro, al centro del quale è posta una fontana circolare.


Il giardino @caprena.it

Cimitero

Il cimitero, situato a sud-est del complesso monastico, è un'area funeraria con sepolture a terra, a pianta rettangolare, circondato da un alto muro in pietra, con un unico ingresso sulla parte anteriore chiuso da un cancello in ferro battuto. Sul lato opposto, è posta la cappella, in stile neogotico, con semplice facciata a capanna.



IL PAZIENTE INGLESE - FILM


Scena tratta dal film

Dal romanzo di Michael Ondaatje, canadese di origini indiane. Africa del nord, anni di guerra. Il conte ungherese Lazlo de Almasy (Fiennes) viene trasportato morente e sfigurato da un incidente aereo, da un'infermiera (Binoche) che non lo abbandona un solo istante. Il conte le racconta del suo passato, del grande amore per Katherine e della tragedia di averla perduta per averla abbandonata ferita nel deserto. Alla fine l'infermiera allevia le sue sofferenze, aiutandolo a morire



LOCATION

Per Il paziente inglese, ad esempio, sono state effettuate riprese in numerose location toscane. Il film, girato nel 1996 e diretto da Anthony Minghella, vanta un cast d’eccezione: Ralph Fiennes, Juliette Binoche, Willem Dafoe e Naveen Andrews, solo per citarne alcuni.

Ma vediamo quali sono stati i luoghi del film Il paziente inglese in Toscana:

Il film, tratto dall'omonimo romanzo dello scrittore canadese Michael Ondaatje, mostra una parte di Versilia. La troupe cinematografica ha infatti ripreso Viareggio e uno dei suoi storici hotel che si affaccia sul mare. In zona, si può distinguere anche uno stabilimento balneare di Forte dei Marmi. Ma come location è stata utilizzata anche la Cava Niquila di Massaciuccoli, un vero e proprio teatro scavato nella montagna a due passi dal Lago.


Le location della Val d'Orcia

Il paziente inglese è stato girato per buona parte nella bellissima Val d’Orcia, in Toscana. In particolare, il film si sviluppa a Pienza tra Piazza Pio II, espressione degli ideali urbanistici del Rinascimento, e le strade di Cosona, un complesso fortificato del Quattrocento.

Tra le location della Val d’Orcia interessate dalle riprese c’è anche il Monastero di Sant’Anna in Camprena (divenuto oggi un agriturismo gestito dalla diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza), un ex complesso monastico che comprende una chiesa e un piccolo cimitero.

Le location tra Pisa e Arezzo

Alcune riprese esterne sono state effettuate nella frazione di Ripafratta. Nel film sono visibili la Rocca e il ponte sul Serchio.

In un frammento del film si vede anche la Basilica di San Francesco di Arezzo, un edificio gotico duecentesco, rifatto però nel Trecento e ispirato nella sua semplicità all'estetica francescana. All’interno della Cappella Bracci si possono ammirare gli splendidi affreschi di Piero della Francesca che raffigurano le quindici scene della Leggenda della vera croce.

Curiosità

Il film Il paziente inglese, in origine, prevedeva anche una scena (oggi tagliata) in cui si vedeva la stazione di Montecatini Terme.






Testi per “Nota tecnica per i più appassionati” presi da: @https://it.cathopedia.org, @https://www.visittuscany.com,

Immagini: @

Foto: Scattate da me, @http://www.camprena.it/,

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Architetto, forse da sempre…
Nata a Roma
Dopo aver studiato alla “Sapienza” seguo diversi corsi per tenermi sempre aggiornata…

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