ARCHICINEMATOGRAFICO #3: Un amore eterno (Romeo e Giulietta) nel Palazzo Piccolomini - Pienza


Destinazione Pienza… dai cipressi de Il Gladiatore alla città dell’utopia si presenta davanti a noi una salita immensa…

Giulia entra nello zainetto dietro le spalle del padre, io prendo il mio decisamente più leggero e appena iniziamo la nostra camminata, la piccoletta si addormenta (meno male!)… mi stupisco sempre tanto come i bambini hanno la capacità di adattarsi e addormentarsi nelle posizioni più strane.

Arriviamo stanchissimi alla città ideale; Pienza nata dall’idea di Pio II, essa rispecchia il corpo umano, dove la il capo è esposto a Est e i piedi a Ovest, nei quali sono collocate le due porte principali della città, il sorgere e il tramontare del Sole; il busto centrale è la piazza Pio II dove ci sono gli edifici più importanti di una città, il Duomo direzionato a Sud verso il Monte Amiata, Palazzo Papale (l’attuale Palazzo Piccolomini) e Palazzo vescovile (attuale Palazzo Borgia) e il palazzo comunale.


La città pensata come un corpo umano in armonia con la natura




Palazzo Piccolomini - Finestra a croce guelfa (bifore con centine)

Pienza è meta turistica non solo perché nata da un unico progetto di una città ideale, utopica, ma anche perché luogo di innovazioni architettoniche come in Palazzo Piccolomini (e anche per un pecorino buonissimo!!!).

Palazzo Piccolomini è un edificio a pianta quadrata sviluppato su tre piani, austero e imponente, ma con una grande innovazione riprese da Palazzo Rucellai a via vigna nuova a Firenze e con una base delle idee di Leon Battisti Alberti come le finestre nei piani superiori assumono la forma del tipo detto “a croce guelfa”, presentano comunque le caratteristiche di bifore con cèntine unite da un cerchio in travertino e raccordate da un’architrave sostenuta da una colonnina con capitello di ordine composito.


Corte interna

Utilizza i tre ordini architettonici tra cui il tuscanico al primo piano ben visibile nella facciata posteriore che dà al giardino interno, il quale si affaccia verso il bellissimo paesaggio senese e il Monte Amiata.


Vista dal giardino interno - i tre ordini

Il Palazzo è anche simbolo dell’amore eterno e di un amore spezzato, quello di “Romeo e Giulietta” dove Zeffirelli scelse questa location come dimora della famiglia Capuleti, dove simboleggia la potenza e ricchezza della famiglia.


Vista sul giardino e dietro il Monte Amiata

Andrea gioca con nostra figlia sulla piazza di Pio II, in realtà non corre ancora ma si dondola come tutte le bimbe della sua età che non hanno ancora imparato bene nemmeno a camminare, è felice di questa sua nuova libertà.

Andrea la guarda con tutto l’amore di un padre e anche con un po' di timore che possa cadere e farsi male. Le persone ridono di tenerezza guardandola.

Entro dentro il Palazzo Piccolomini, compro il biglietto dove sono comprese altre due visite: la Cripta sotto il Duomo e il Palazzo Borgia situato proprio difronte a Palazzo Piccolomini.

Prima di visitare il Palazzo si deve attendere la guida/accompagnatore, nel frattempo ammiro la bellezza architettonica di questo edificio così maestoso e casualmente vi è una mostra dedicata al film di Zeffirelli “Romeo e Giulietta” in occasione del 50° anniversario da quando è stato girato il film… che fortuna!!


Una riproduzione della scena del film "Romeo e Giulietta"

Nell’attesa osservo la corte con i suoi tre ordini e il giardino.


La Corte... bellissima

Dalla corte all’esterno la perfetta direzionalità verso il Monte Amiata amplifica la bellezza e l’idea di città ideale di questo ambiente. Mi affaccio e vedo la montagna grande e forte… che volesse rispecchiare la forza nel Palazzo?


Il giardino interno nella sua interezza

Arriva la guida, più esattamente un accompagnatore, e iniziamo ad ammirare ogni singola stanza (siamo un gruppo di persone provenienti da tutto il mondo) con un ‘audioguida, forse con un po' troppa fretta.


Direzionalità tra il Palazzo e Il Monte Amiata

E’ vietato fare fotografie e ovviamente non sopporto queste restrizioni, perché l’arte e l’architettura sono patrimonio dell’umanità, tutti abbiamo diritto di poter fotografare, ma i diritti di stampa obbligano a queste decisioni, così io da brava disubbidiente ne faccio alcune di nascosto.


La foto è venuta maluccio (rubata) ma in basso a dex si intravede una riproduzione di una scena del film (notare le finestre a croce guelfa dall'interno dell'edificio

Ammiro ogni aspetto architettonico, architrave che decorano e sorreggono le pareti, le porte, i soffitti a cassettoni in legno, la pavimentazione in cotto originale e le pareti decorate con pitture e pelle di vitello, stemmi, architravi in travertino… sono un esplosione di elementi architettonici che rendono nella sua imponenza, l’edificio raffinato e unico.


Altra scena del film sulla dex e sulla six come sono attualmente le scale del Palazzo

Le finestre a bifore divise in quattro “A croce guelfa! (altro elemento architettonico innovativo per quel periodo storico) sono molto particolari e come per magia vedo Giulietta che parla del suo grande amore proprio in quelle stanze.


Pianta Piano Terra del Palazzo Piccolomini

Noto come quest’edificio sia al tempo stesso innovativo e simbolo di una storia d’amore come quella di Romeo e Giulietta. Una storia di due famiglie antiche con dissapori storici, l’odio viene sradicato da un’innovazione: “l’amore eterno” e così Palazzo Piccolomini un edificio Rinascimentale viene sradicato dai suoi stereotipi costruttivi con l’applicazione degli ordini architettonici sovrapposti.


Loggiato al primo piano

Allora mi domando: che Zeffirelli abbia scelto di proposito questo edificio? che abbia deciso che l’elemento architettonico fosse lo specchio della storia di Romeo e Giulietta? Se fosse davvero così sarebbe fantastica solo l’idea.

Ma è anche certo che il genio di Zeffirelli non lasciasse niente al caso.

Terminata la visita al Palazzo Piccolomini ne approfitto e mi reco alla Cripta sotto il Duomo e al Palazzo Borgia… mi piace avere questi piccoli momenti di libertà e di solitudine ma al contempo mi manca mia figlia, tanto da visitare tutto con il desiderio di riabbracciare la mia piccola Giulia e vedere il suo visetto felice e gioioso nel vedermi.

La amo!

Prossima tappa Il Monastero di Sant’Anna in Camprena.


Nota tecnica per i più appassionati:


Pio II


Enea Silvio Piccolomini Papa Pio II 1405-1464

Enea nasce a Corsignano il 18 ottobre 1405 da Vittoria Forteguerri e Silvio Piccolomini.

Studente in giurisprudenza nello Studium di Siena, fin da giovane si dimostrò uno studioso brillante ed assiduo: a questo periodo giovanile risalgono le elegie Ad Cynthiam eil carme latino Nymphilexis.

Nel 1431 è il segretario del cardinale Capranica al Concilio di Basilea. Compie numerosi viaggi in tutta Europa come ambasciatore e segretario di cardinali. Nel 1444 entra nella corte del re Federico III, per il quale scrive la famosa novella De duobus amantibus. Questi anni si rivelano particolarmente fruttuosi anche dal punto di vista letterario: Enea compone la commedia Chrysis, e le opere De curialium miseriis e De ortu et Romani auctoritate Imperii.

Il 19 aprile 1447 è nominato vescovo della Diocesi di Trieste e nel 1450 riceve la nomina di Vescovo di Siena. Nel 1452 celebra il matrimonio Eleonora di Portogallo con Federico III d'Asburgo. L'incontro dei due sposi promessi avviene a Siena, presso l'Antiporto, dove esiste tuttora la colonna commemorativa.

Il 19 agosto 1458 viene eletto Papa ed assume il nome di Pio II.

Il 1 luglio del 1460 a Siena pubblica la lettera latina A Maometto II nella quale lo esorta alla conversione e alla pace.


Progetto e punti di vista della Piazza di Pienza

Prospettiva

Gli anni dal 1459 al 1462 vedono la ricostruzione ed il rinnovamento del borgo di Corsignano ad opera del papa, e l'assunzione del nuovo nome Pienza, città di Pio. Nel 1461 proclama santa Caterina Benincasa e compone in suo onore i Versi saffici minori per essere cantati nella festa commemorativa annuale. Tra le ultime opere troviamo il Compendio delle Historiae Blondi Flavii e la descrizione dei viaggi Asiae et Europae locorum descriptio. Il 31 dicembre del 1463 conclude il dodicesimo ed ultimo libro dei Commentari, ai quali Enea Silvio Piccolomini aveva affidato non solo la narrazione della sua vita, quanto la testimonianza del suo operato di pontefice, del programma politico che in questo ruolo aveva cercato di attuare. Nel 1464 mentre preparata la Crociata contro l'invasione dei turchi muore ad Ancona in attesa delle navi di Venezia, Genova e Pisa. Era la vigilia della festa di Maria Assunta in Cielo in onore della quale aveva dedicato la luminosa cattedrale di Pienza.


Piazza Pio II @storiaeconsevazione_unirc_it

Planimetria della piazza Pio II a Pienza @archidop

Palazzo


Il palazzo è a pianta quadrata, sviluppato su tre piani, realizzato in pietra viva lavorata finemente in un leggero bugnato, dal basso fino alla sommità. Al primo e secondo piano presenta due ordini di finestre di notevole ampiezza, equidistanti l'una dall'altra, con lesene e profilature con i conci sporgenti. Ciascuna finestra è divisa in due parti da una sottile colonna. Al di sotto delle finestre, come ad evidenziare i solai interni, una cornice corre gli angoli e tra alcune finestre fanno bella mostra gli stemmi di famiglia, in pietra, con le insegne apostoliche in oro e argento. Sulla facciata nord si trova il grandissimo portale che costituisce l'entrata principale del palazzo.


Prospetto ottocentesco del Palazzo Piccolomini

All'interno il palazzo racchiude una corte anch'essa rettangolare con un loggiato sostenuto da colonne di pietra.

Notevole la facciata, che richiama l'Albertiano Palazzo Rucellai, e nuova la soluzione del loggiato prospiciente il giardino pensile e la Valdorcia.

Il piano nobile conserva arredi antichi: armi, pitture, mobili ed oggetti d'arte ed è aperto al pubblico. Nel palazzo è conservato materiale archivistico con antiche bolle e manoscritti, consultabili su autorizzazione della competente soprintendenza. E' presente anche una interessante biblioteca di testi antichi.


Corte interna del Palazzo Piccolomini @palazzopiccolomini.it

Il Palazzo Piccolomini è simmetrico (Le forme dell’architettura rinascimentale si ispirano a quella greca e a quella romana, di cui riprendono non tanto la monumentalità, quanto l’armonia e le proporzioni, conseguenza di un uso più razionale della geometria.) sui tre lati visibili dalla città, mentre sul lato rivolto verso il monte Amiata presenta un loggiato disposto su tre livelli e un giardino pensile, aprendosi in tal modo al paesaggio circostante, e rappresentando una perfetta fusione tra un palazzo di città e una villa di campagna.

L’esigenza di simmetria è tale che, su uno dei lati sono presenti due portali, anche se uno dei due è finto.

L’ingresso principale del palazzo presenta un asse ottico che abbraccia l’intero cortile, il primo piano del loggiato retrostante e il giardino, permettendo di osservare con un unico sguardo l’intero sviluppo, dalla piazza alla valle circostante.


STANZE SEGRETE


Il vero tema architettonico di Palazzo Piccolomini è il suo rapporto con la natura e con il paesaggio. Dal loggiato a sette assi che sul lato posteriore si affaccia sul paesaggio, si gode una vista straordinaria della Valdorcia e del monte Amiata. Al piano terra del palazzo è inserito in questo panorama un giardino di forma quadrata cinto da mura con al centro il pozzo. Quello di Pienza è il primo giardino pensile del Rinascimento.

Tale situazione conferisce a questo luogo una valenza simbolica, architettonica, paradisiaca, di vita armoniosa in mezzo alla natura. (tratto da "Pienza la città di Pio" di Jan Pieper).

Al piano terra nella corte interna e nelle sale un'esposizione permanente presenta la struttura architettonica del palazzo ripercorrendo l'ambizioso progetto umanistico di città ideale di Pio II. Al piano primo è situato l'appartamento nobile dove le gallerie aprono alle sale: quella da pranzo, della musica, dello studio, delle armi, della biblioteca ed alcune camere da letto tra le quali quella dello stesso Enea. Gli ambienti del piano nobile sono arredati con mobili dell'epoca, quadri, suppellettili e molte testimonianze di un passato che ancora rimane intatto.


GIARDINO PENSILE


Il magnifico palazzo Piccolomini, a pianta regolare, è costruito attorno ad un cortile. Prospicente il centro urbano su tre lati, ha invece il quarto lato proteso sul magnifico giardino pensile, con vista sulla Val d'Orcia e il monte Amiata. Composto da quattro aiuole delimitate da doppie siepi di bosso e da alberelli di alloro, la cui chioma è potata a forma di cupola, il giardino ha una fontana centrale. Si assiste ad una perfetta compenetrazione di arte e natura, concetto vagheggiato dal pensiero umanistico, di cui il papa è fine interprete e protagonista indiscusso. Nella preparazione del terreno, spianato per avere un livello costante davanti al palazzo, furono adottate alcune precauzioni per non far penetrare le acque piovane attraverso le volte delle stalle sottostanti.


cortile interno @palazzopiccolomini.it

Sul fondo, il giardino è chiuso da un muro ricoperto di edera, nel quale sono state ricavate tre finestre. Se ci affacciamo veniamo assorbiti dallo spazio circostante senza limiti né tempo e proiettati verso il paesaggio modulato dalla mano di un sapiente pittore. La veduta sorprendente dell'immensa vallata dell'Orcia che ci offre il giardino, rende questa parte di terra oltremodo incantevole. Il giardino diventava così luogo di contemplazione e meditazione nella perfetta fusione di uomo e natura tipico dell'età umanistica.

Nei Commentarii, anche Pio II descrive il magnifico panorama: il monte Amiata, la valle dell'Orcia e i "prati verdeggianti e i colli erbosi nelle stagioni buone, i campi ricchi di messi, i vigneti; sulle rupi scoscese si vedono le rocche i castelli, i bagni Vignoni e monte Pesio (Cetona), più in alto Radicofani e che è il punto da cui sorge il sole d'inverno". Il pontefice descrive ugualmente i tre ordini di porticati del palazzo che si affacciano sul giardino: "Nel lato che guarda a mezzogiorno e il monte Amiata, hanno costruito tre portici (o logge) […]. Il primo portico, sotto un'alta e austera volta, offre un piacevolissimo passeggio nell'attiguo giardino, il secondo, con un soffitto di travi adorno di dipinti a vivaci colori, offre un soggiorno piacevolissimo nell'inverno, con una balaustra elevata fino ad arrivare con il suo orlo all'ombelico di una persona. Simile è la proporzione del terzo portico, sebbene più semplici siano i pregi del soffitto a cassettoni".

Pienza nata da un pensiero d'amore e da un sogno di bellezza.

(G. Pascoli)

Informazioni generali

Condizioni: In uso

Costruzione: 1459

Stile: Rinascimentale

Uso: Museo

Altezza: 27 metri

Piani: tre

Realizzazione: Architetto Bernardo Rossellino

Committente: Papa Pio II



ROMEO E GIULIETTA – FILM

Romeo e Giulietta è un film del 1968, diretto da Franco Zeffirelli; trasposizione cinematografica della celebre e omonima opera teatrale di William Shakespeare, è stato girato in lingua inglese.


Attimi catturati dei protagonisti durante le riprese del film @ansa

Il film è stato adattato al grande schermo da Franco Brusati, Masolino D'Amico e dallo stesso regista Franco Zeffirelli, ed è noto per essere, oltre che tra le rappresentazioni più fedeli al testo scritto, una delle prime versioni dell'opera di Shakespeare in cui gli attori principali sono molto vicini all'età dei personaggi originali; infatti, durante le riprese Leonard Whiting (Romeo) aveva diciassette anni, Olivia Hussey (Giulietta) sedici.


"Giulietta" a Pienza @ilfattoquotidiano

Come nella tragedia in cinque atti scritta in versi e in prosa per il teatro da William Shakespeare tra il 1594 e il 1595, l'antico odio tra le ricche famiglie Veronesi dei Montecchi e dei Capuleti insanguina la città.

Verso l'inizio della vicenda Romeo Montecchi si reca mascherato a un ballo dei Capuleti, dove vede Giulietta, la figlia del suo nemico, e si innamora perdutamente di lei. A fine ballo, egli scavalca il muro di casa Capuleti, e nascosto sotto il balcone dell'amata, al quale ella è affacciata, scopre, sentendola parlare, che è ricambiato, e nel corso della serata i due decidono di sposarsi in segreto.


La madre di Giulietta a Palazzo piccolomini - film @wordsinfreedom

Il giorno seguente la cerimonia è celebrata da Padre Lorenzo, ma le cose cominciano subito ad andare male per i due giovani: Romeo incontra Tebaldo, cugino di Giulietta, e anche se viene offeso da quest'ultimo, rifiuta di battersi per la nuova, segreta parentela che li unisce. Interviene Mercuzio, parente del Principe e amico fidato di Romeo, che viene ucciso da Tebaldo: allora Romeo, preso dalla rabbia, vuole vendicare l'amico, e dopo un duello riesce ad uccidere l'avversario.

Il Principe di Verona, per questo fatto, lo bandisce dalla città, così egli, dopo una notte con Giulietta, è costretto a fuggire a Mantova.

Nel frattempo il padre Capuleti vuole che Giulietta sposi il conte Paride, ed ella pur di non farlo accetta la proposta di Padre Lorenzo: una messa in scena in cui finga di acconsentire alle nozze e alla vigilia di esse beva una pozione che le dia una morte apparente, da cui si sarebbe destata dopo quarantotto ore; al momento del risveglio il frate, assieme a Romeo, che nel frattempo sarebbe stato debitamente informato di tutti i particolari dell'accaduto, sarebbe stato presente nella cripta dove sarebbe stata deposta la ragazza e avrebbe aiutato i due sposi a fuggire indisturbati. Ma il frate addetto a portare la lettera con su scritta tutta la faccenda non fa in tempo ad arrivare da Romeo che il ragazzo viene informato dal suo servitore Baldassarre, il quale aveva assistito al funerale della giovine, della morte della sua amata, e quindi decide di correre a Verona. Giunto davanti alla tomba nella quale è seppellita Giulietta, allontana il suo servo e scende nella cripta, dà l'estremo saluto a Giulietta, beve un forte veleno e si accascia vicino alla tomba di Giulietta:

«Così, con un bacio, io muoio.»

Intanto anche Padre Lorenzo giunge alla tomba, convinto di trovare lo sposo già informato, ma, scoprendo invece il cadavere di Romeo, quando Giulietta si sveglia, cerca di portarla fuori senza farle capire cosa è realmente successo nella cripta. La ragazza invece nota subito il corpo dell'amato e rimane con lui mentre il frate fugge impaurito a causa delle grida di alcune persone che si stanno avvicinando alla tomba. A questo punto Giulietta, piena di dolore, decide di seguire anche lei l'infelice sorte dello sposo: prima cerca di bere il veleno dalla fiala del marito, ma essa è stata interamente prosciugata del suo contenuto; gli bacia allora le labbra, ma pure lì non vi è più traccia della bevanda fatale. Allora, pure lei intimorita dai rumori della gente che si avvicina alla cripta, prende il pugnale dello sposo e inizia a colpirsi con lenta forza al cuore, fino a accasciarsi sul corpo dell'amato, morta:

«Che, del rumore? Devo fare in fretta. Oh, pugnale felice, questa è la tua guaina!

Arrugginisci qui dentro e fammi morire»

Nell'ultima sequenza si assiste al funerale dei due infelici sposi, al seguito del quale i Capuleti e i Montecchi infine si riconciliano.



LUOGHI DEL FILM


Il film si apre con una veduta di Verona all’alba, ancora avvolta nella foschia. È questa infatti l’ambientazione scelta da Shakespeare nel suo più famoso dramma dell’amore impossibile. Tuttavia la Verona di Zeffirelli è un mix di location tra Toscana, Lazio e Umbria.

Alcune scene furono girate nella piazza e all’interno della Chiesa di San Pietro del borgo medievale di Tuscania (VT). Nella chiesa, Frate Lorenzo incontra spesso e sposa i due giovani amanti. La cripta invece è l’interno della tomba dei Capuleti, dove si consuma il suicidio dei protagonisti. L’esterno della chiesa, inclusa una imponente gradinata, la piazza e i palazzi adiacenti fu ricostruito a Cinecittà.

Nel centro storico di Gubbio (PG) sono state girate le scene dei duelli che costringeranno Romeo all’esilio a Mantova. Da Via Ducale si accede, nella finzione scenica, alla dimora dei Montecchi. Alcune scene toccarono anche Montagnana (PD).

L’amore tra Giulietta e Romeo ha inizio quando quest’ultimo si introduce ad una festa a casa Capuleti ovvero Palazzo Piccolomini a Pienza (SI). Quando Romeo, trafitto dall’amore, scavalca le alte mura del palazzo di colpo siamo a Palazzo Borghese di Artena (RM): qui si girò la memorabile scena del balcone.






Testi per “Nota tecnica per i più appassionati” presi da: http://www.palazzopiccolominipienza.it/palazzo.htm, http://www.regione.toscana.it/-/palazzo-piccolomini-pienza, https://blog.casanoi.it/architettura-rinascimentale-esempio-di-pienza/,

Immagini: @archidrop, @storiaeconsevazione_unirc_it, @archidrop

Foto: Scattate da me, @palazzopiccolomini.it,@ansa, @ilfattoquotidiano, @wordsinfreedom

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Architetto, forse da sempre…
Nata a Roma
Dopo aver studiato alla “Sapienza” seguo diversi corsi per tenermi sempre aggiornata…

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