ARCHICINEMATOGRAFICO #2: I Campi Elisi e Il Gladiatore


Il nostro cammino dall’Abbazia di Sant’Antimo con Giulia sulle spalle non è stato un gioco facile, il peso di una bambina dopo ore di cammino, salite, il caldo dell’estate ha ridotto le nostre spalle a brandelli, io sono distrutta e Andrea pur stando meglio di me è stanco. Facciamo diverse tappe per riposarci e riposare Giulia così può “correre” quanto vuole. Litri e litri di acqua tra un urletto e l’altro di Giulia entusiasta di vedere ogni singolo insetto a lei sconosciuto (anche le mosche), ci avviamo verso San Quirico D’Orcia per arrivare ad una delle case più famose al mondo, quella de “Il Gladiatore”.


Vista frontale


Arriviamo di fronte ad un cancello molto grande sorretto da sostegni in muratura, sarà stata l’entrata principale in tempi antichi, il viale che si stende di fronte a noi è delineato dai cipressi (classico di queste zone), una strada bianca la percorre che va veloce verso la cima della collina dove si trova una casale tipico toscano, immerso nella natura tra il grano e gli ulivi. Una casa rurale o podere come lo chiamano da queste parti, si sviluppa su tre piani di cui il PT ristrutturato che una volta accoglieva le stalle o i servizi.


Vista posteriore

Ripercorro la strada bianca che porta direttamente all’agriturismo Terrapille, une leggera salita porta al Casale, che è stato protagonista nel film “Il Gladiatore”.

Questa stessa strada è parte del film, la scena comprende il momento in cui il figlio e la moglie del personaggio principale vedono i soldati romani percorrere in sella ai cavalli il viale, sono convinti dell’arrivo del padre/marito e vedo davanti a me come un luogo d’amore si trasforma in tragedia, la speranza del figlio di Massimo Decimo Meridio, il gladiatore, viene stroncata nel momento in cui i soldati romani raggiungono il bambino travolgendolo con i cavalli e successivamente uccidono la moglie; entrambi verranno trovati impiccati dallo stesso eroe.


Scena tratta dal film "Il Gladiatore"

Scena tratta dal film "Il Gladiatore"

Questo è un luogo che subisce diverse trasformazioni: si passa da luogo di amore, a luogo di tragedia a quello di dolore.

Ora il Casale si trasforma in un contenitore vuoto privo di tutti e tutto.

Il caldo è forte e mi ritrovo in mezzo alla scena con questi enormi cavalli militari, i cipressi fanno da ombra, mi guardo intorno e distese immense di terra di varie tonalità di beige sono in contrasto con il verde dei cipressi e la distesa immensa del cielo blu… qui è la pace!


Continuiamo il nostro cammino, destinazione Pienza!


Nel percorso ci imbattiamo nella Chiesa di Vitaleta (vedi articolo), anche questo è un luogo magico, ma non possiamo fermarci, dobbiamo dirigerci verso la città dove hanno girato una delle storie più romantiche al mondo, quella di “Romeo e Giulietta”, ma proprio mentre stiamo facendo la salita mi accorgo che lì vicino è stata girata un’altra scena del film “Il Gladiatore”.


Mentre ci avviamo per andare verso “I cipressi de il Gladiatore” (è proprio indicato in questo modo su google maps) ci imbattiamo in una piccolissima chiesa “Pieve di Corsignano” direi deliziosa in stile romanico, questa proietta una grande zona d’ombra e ci fermiamo per riposare un po'; Andrea si rifiuta categoricamente di andare a vedere i cipressi (li ha già visti) con Giulia, poverina inizia ad essere molto stanca, così m’incammino da sola e senza zaino, in quel preciso istante mi sento completamente libera, fresca e leggera, una bellissima sensazione.


Strada per andare ai famosi cipressi de "Il Gladiatore"

La discesa è molto ripida e mentre scendo vedo le persone che risalgono molto affaticate… brutto presentimento… sembra più lontano di quanto sia, arrivo e vedo una delle ultime scene del film, quando il protagonista ormai raggiunge la pace e sta cedendo all’altro mondo, cammina tra i campi elisi che non sono altro che i luoghi da lui tanto amati, la Spagna, e con la sua famiglia. Il silenzio urla tra questi pochi cipressi, fortunatamente un leggero alito di vento rende questo luogo più sopportabile.


I Campi Elisi de "Il Gladiatore" (sullo sfondo ci dovrebbe essere il Monte Amiata come si vede nella foto successiva)

I Campi Elisi de "Il Gladiatore" (sullo sfondo il Monte Amiata tagliato nella scena del film come si vede nella foto successiva)

Scena tratta dal film

Mi posiziono esattamente dove Il Gladiatore accarezza il grano, ora già mietuto, sullo sfondo c’è il Monte Amiata, a me tanto caro, sul film viene tagliato per rendere il luogo più indefinito. La pace entra nell’animo e anche qui il regista ha colto nello spirito del protagonista, qui la natura e prima l’architettura rurale rendono perfettamente lo stato d’animo dell’eroe.


Paesaggio unico

Penso “cavolo qui c’è stato Russell Crowe”… chissà se è stato colpito da questa meraviglia come lo sono stata io.

Ma è ora di andare, ripercorro la salita… che fatica!!!

Trovo mio marito e mia figlia sdraiati sul prato… si riparte verso la città utopica!


Nota tecnica per i più appassionati:


Lo storico casolare sviluppato su 3 piani pe run totale di 1300 mq, 17 ettari di terreno e un panorama unico nel suo genere.

La proprietà presenta piccoli dettagli architettonici toscani originali come la pietra medievale, le arcate, le colonne, i soffitti a volta, i pavimenti in cotto, le trai in legno a vista e gli elementi in travertino. Al piano terra troviamo il garage, le cantine e il locale tecnico. Al primo piano: 6 camere da letto, 2 bagni, 2 cucine, 2 soggiorni con camino, sala da pranzo, studio, ripostiglio, terraza panoramica. Al secondo piano: 6 camere da letto supplementari, 1 bagno e 1 ripostiglio. Il casale questo inverno era in vendita.


Interno del Podere di Poggio Manzuoli - uso della pietra al PT @cinefilos


Interno del Podere di Poggio Manzuoli - struttura in legno @cinefilos

Case rurali toscane

Casa rurale nei pressi di Asciano (SI)


Le case rurali toscane, note anche come case coloniche o casolari toscani, sono insediamenti poderali, quasi sempre legati alla mezzadria, generalmente isolati nella campagna, che contraddistinguono in modo inequivocabile gran parte del paesaggio della Toscana.


Caratteristiche generali

In generale la casa colonica corrispondeva ad un podere, cioè ad un appezzamento adibito ad uno sfruttamento agrario autonomo; la sua localizzazione all'interno del podere permetteva di sfruttare in condizioni ottimali la forza-lavoro di tutta la famiglia.

Queste dimore, generalmente in pietra o in muratura mista, si sviluppano quasi sempre su due o più livelli, con il tetto rivestito dalle tipiche tegole (coppi ed embrici) in laterizio. Il complesso edilizio (casa ed annessi) doveva essere in grado di far fronte a tutte le esigenze legate alle varie attività di allevamento, coltivazione e operazioni successive alla raccolta dei prodotti agricoli. Alla casa si affianca, pertanto, l'aia dove trebbiare i diversi cereali; tale superficie generalmente coincideva con l'area antistante la facciata principale della casa, posta a sud, ed era spesso l'unica pavimentata in pietra, oltre ad accogliere uno o più alberi come il noce che dovevano assicurare ombra d'estate.

Sempre accanto alla casa spesso si trovava un'area recintata (corte), frequente in epoca medievale e poi andata in disuso, utilizzata per tenere il pollame e gli attrezzi agricoli più ingombranti. Gli spazi per il pollaio, la stalla per il bestiame più grosso ed il porcile erano ricavati in vari modi, per lo più in annessi posti spesso a nord.

Nel complesso edilizio era presente quasi sempre una colombaia, produttrice questa, oltre che di piccioni da mangiare, della colombina, uno dei concimi più ricercati e che in origine sorgeva isolata nei pressi della cassa contadina e che solo in un secondo tempo assunse la forma classica di torretta appoggiato sul tetto della casa.

All'interno del podere erano presenti inoltre il forno per cuocere il pane, il pozzo o più raramente la cisterna, una o più capanne accanto alla casa contadina oppure in mezzo ai campi, con funzioni di riparo provvisorio per il lavoratore, o di locale dove riporre attrezzi e prodotti.

Potevano essere presenti a volte strettoi da vino e frantoi per le olive, e ogni tanto anche la fornace per seccare i fichi, ubicati talvolta in appositi edifici, ma spesso in un vano attiguo alla casa contadina.


Vista dall'alto del Podere @cinefilos

Origini

Le prime case rurali toscane risalgono al Cinquecento quando nelle campagne iniziarono ad essere costruiti fabbricati per ospitare le famiglie del fattore e dei contadini. Questi insediamenti si sviluppavano generalmente presso preesistenti "case da lavoratore" o isolate fortificazioni o torri di avvistamento di epoca medievale, che spesso venivano incorporate nei nuovi fabbricati cinquecenteschi.

Nel Settecento le riforme agrarie che interessarono il Granducato di Toscana diedero un ulteriore impulso sia alla costruzione di nuove case coloniche e fattorie, che alla ristrutturazione di quelle di epoca precedenti. Un contributo importante per lo studio delle case rurali fu dato da Ferdinando Morozzi che nel 1770 pubblicò un trattato sulle case contadine in Toscana.

Nel corso del Novecento, il fenomeno dell'urbanizzazione ha portato ad un progressivo spopolamento delle campagne e ad un progressivo degrado di vari insediamenti rurali. Fortunatamente, nella seconda metà del secolo scorso, è iniziato un fenomeno di riscoperta e valorizzazione delle case rurali toscane, grazie anche a molti cittadini stranieri (soprattutto inglesi e tedeschi) che, in particolar modo nell'area del Chianti fiorentino e senese, hanno investito i loro capitali per il recupero di molti casolari in stato di abbandono, trasformandoli in aziende agricole ed agriturismi. Ben presto, tutte le altre aree rurali della regione sono state interessate da questo processo che ha permesso alle case rurali di diventare una parte integrante del paesaggio toscano.


Tipologie

In base alle funzioni alle quali erano adibite in passato, le case rurali toscane possono presentarsi secondo un modello di tipologia residenziale o secondo uno schema di tipo aziendale.

Tipologia residenziale, presenta un unico fabbricato con il rustico ospitato al pian terreno e i piani superiori adibiti ad abitazione.

Tipologia aziendale, costituito da un edificio principale interamente adibito ad abitazione e una o più strutture distaccate dove vi erano i rustici e gli annessi vari.

Inoltre, ogni zona della Toscana si caratterizza per le proprie varianti tipiche; le diverse varianti residenziali presentano comunque il fabbricato di pianta rettangolare, talvolta con scala esterna che conduceva direttamente all'abitazione del piano superiore.

Casolari aretini, fiorentini e senesi

Le tre varianti di case rurali si caratterizzano per tipologia residenziale.

La variante aretina presenta generalmente sia il portico che le logge, quella fiorentina soltanto il portico, mentre la senese è molto spesso senza portico. In Val di Chiana e in alcune aree del Chianti senese, aretino e fiorentino l'edificio residenziale può culminare con una caratteristica torre colombaia.

Nella Val d'Orcia senese, ai piedi del monte Amiata, è poi rinvenibile un paesaggio di grande valenza ambientale, caratterizzato dai filari di cipresso che conducevano alla residenza di campagna, ove dimoravano nei secoli scorsi il padrone terriero e, nei casali annessi, i contadini (mezzadri o salariati) addetti ai lavori dei campi.


IL GLADIATORE – FILM

Il Gladiatore è un film di Ridley Scott con Russel Crowe, Joaquin Phoenix, Oliver Reed e Richard Harris, uscito nel 2000.


Scena tratta dal film @cinematographe

Dopo una vittoria contro i Germani, l’imperatore Marco Aurelio, che disprezza il figlio Commodo, decide che il suo successore sarà il generale Massimo, uomo amato da tutti. Ma Commodo uccide il padre e ordina la morte del generale e della sua famiglia. Massimo fugge in Africa e, ridotto in schiavitù, ricompare a Roma nell’arena tra le file dei gladiatori e diventa l’eroe del Colosseo; ma il suo obiettivo rimane quello di vendicare l’assassinio della sua famiglia e del suo imperatore.


LOCATION

La casa di Massimo Decimo Meridio si trova alle porte di San Quirico d'Orcia ed è facilmente individuabile. Percorrendo la strada SP146 che porta da San Quirico d'Orcia porta a Pienza vi torverete sulla sinistra, poco dopo aver lasciato San Quirico, un grande cancello in mattoni con due cipressi ai lati, si tratta dell'Azienda Agricola Manzuoli. Davanti ai vostri occhi vedrete questo casolare dall'ingresso monumentale. La particolarità di questo posto è che, a differenza di molti poderi che sorgono in queste campagne, il viale d'ingresso è largo e dritto e i cipressi sono imponenti. Una volta lì davanti vi basterà chiudere gli occhi per sentire echeggiare nella vostra testa l'emozionante colonna sonora del film. La scena girata qui è straziante, la moglie e il figlio di Massimo vengono barbaramente uccisi, bruciati e crocefissi. Quando Massimo raggiunse la sua casa, era troppo tardi.



Entrata principale del Podere @LorenzoCattani

Qui è ambientata la prima scena del film: una mano accarezza dolcemente le spighe di un campo di grano. Qui è la casa di Massimo Decimo Meridio, qui vivono sua moglie e suo figlio. Così il Gladiatore, su richiesta dell’imperatore Marco Aurelio, descrive i suoi “luoghi del cuore”:

“La casa è sulle colline di Trujillo, un posto molto semplice. Pietre rosa che si scaldano al sole, un orto che profuma di erbe di giorno e di gelsomino la notte. Oltre il cancello c’è un gigantesco pioppo, fichi, meli, peri … Il terreno, Marco, è nero, nero come i capelli di mia moglie; vigne sui declivi a sud e olivi su quelli a nord; cavallini che giocano con mio figlio che vuole essere uno di loro …”.


E' il momento di scoprire il luogo in cui è stata girata la scena più celebre ed emozionante del film, il finale. Dopo lo scontro all'ultimo sangue con l'Imperatore Commodo nell'arena del Colosseo, Massimo muore per una pugnalata che gli era stata inflitta prima del duello. Inutile dire che la scena è ricca di patos, la musica si alza e Massimo rincontra la moglie e il figlio nei campi elisi. I campi elisi erano nell'antichità la dimora dopo la morte di coloro che erano amati dagli dei.

In altre parole erano il paradiso dell'antichità. E quale luogo migliore della Val d'Orcia per ricreare questo paradiso? La scena è stata girata a Pienza, proprio nei campi sotto l'antica Pieve di Corsignano. Raggiungere questo posto è facile e vi farà muovere dei passi in uno degli angoli più belli della Val d'Orcia. Una volta parcheggiata la vostra auto dove sorge l'antica chiesa dei Santi Vito e Modesto, dovrete semplicemente percorrere la stradina bianca che scende verso i campi e vi ritroverete dopo pochi metri dentro al finale di questo meraviglioso film.







Testi per “Nota tecnica per i più appassionati” presi da: www.castellodispedaletto.it, https://www.cinefilos.it, www.lacineturista.it,

Immagini: @

Foto: Scattate da me, @ https://www.cinefilos.it, @LorenzoCattani, @cinematographe

  • Grey Facebook Icon
  • Grey Instagram Icon
About Me
Architetto, forse da sempre…
Nata a Roma
Dopo aver studiato alla “Sapienza” seguo diversi corsi per tenermi sempre aggiornata…

Read More

 

© 2018 By Architetto On The Road

Iscriviti alla nostra Newsletter
  • White Facebook Icon